akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

18 febbraio 2009

1151. Inno laico

Spinta dal >>>bell'intervento di ieri di Lapidarius (al quale, dopo la mia replica, ha appena fatto seguito l'>>>altrettanto pregevole di oggi), sono andata a ricercare le suggestive parole che Isador Ducasse dedica alla matematica; le ho finalmente trovate e ne trascrivo qui una parte (nella "partecipata" traduzione di Leonardo Sinisgalli):
O matematiche severe, non vi ho dimenticato da quando le vostre sapienti lezioni, più dolci del miele, filtrarono nel mio cuore come un'ombra rinfrescante. Aspiravo istintivamente, fin dalla culla, a bere dalla vostra fonte, più antica del sole, e io continuo a calcare il sacro sagrato del vostro solenne tempio; io, il vostro più fedele iniziato... Aritmetica! Algebra! Geometria! Trinità grandiosa! Triangolo luminoso! Colui che non vi ha conosciuto cosa ha perso! [...] Nelle epoche antiche e nei tempi moderni, più di una grande immaginazione umana ha scorto il proprio genio, atterrito, nella contemplazione delle vostre figure simboliche tracciate sulla carta bruciante, come altrettanti segni misteriosi, vivi di un alito latente, che [...] non erano che la stupefacente rivelazione di assiomi e di geroglifici eterni, che sono esistiti prima dell'universo e che contniueranno dopo di lui [...]. Ma l'ordine che vi circonda, rappresentato soprattutto dalla regolarità perfetta del quadrato, caro a Pitagora, è ancora più grande; [...] l'opera memorabile è consistita nel fare uscire, dalle viscere del caos, i vostri tesori di teoremi e i vostri magnifici splendori...
Lautréamont > Canti di Maldoror
> (il brano citato è tratto da il Quaderno di geometria di Leonardo Sinisgalli,
edito nel 1935 dalle ed. Campo Grafico di Milano)


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