akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

17 febbraio 2009

1148. Uno spietato avvenire scritto nel passato

...In questa rete di discontinuità e di rotture, che spezzano, proiettano lontano o capovolgono d'improvviso progressioni durate milioni (o miliardi) di anni, in questo intreccio sempre imprevedibile di caso e di necessità, noi - lo abbiamo detto - siamo solo una piccolissima parte. E dobbiamo ammettere - ne va della nostra obiettività - che nella storia della vita quel che viene dopo è quasi sempre solo uno dei cammini realizzabili, moltissimi dei quali avrebbero potuto tranquillamente escluderci: le forme di volta in volta prescelte hanno guadagnato l'esistenza, ma spesso in cambio della distruzione delle alternative, che solo retrospettivamente appaiono perdenti. Un osservatore che avesse visto in azione, settanta milioni di anni fa, un piccolo mammifero e un rettile enorme, non avrebbe potuto dedurre da niente - in quel contesto - quale differente avvenire si preparava per le due figure. Il prima, nella storia della vita, è potenzialità, ricchezza, virtualità: è l'albero che si apre. Il dopo, riflette sempre la durezza di una scelta compiuta; è il cono che si stringe e si chiude.

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