akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

16 febbraio 2009

1143. Una vertigine di versi perfetti

A proposito di persone che parlavano poco (e scrivevano ancora meno) segnalo un >>>"vertiginoso" post di Roberto dedicato a Vincenzo Cardarelli. Come sempre puntuale, come sempre da leggere fino in fondo.

[So che già lo sai, Roberto, ma ricordo a me stessa - e a chi non lo sapesse - che Cardarelli ha scritto dei versi dedicati proprio al poeta-filosofo "eponimo" del blog tuo e di Vito, eccoli:

Omar KhayyamKayyâm, nei mattini d'estate, / basta avere una foglia in bocca / il sole dei giardini / ci ubbriaca meglio del tuo vino / che noi non berremo. / Abbiamo, dopo di te, / bevuto in ben altre cantine. / Abbiamo la gola rossa / dei nostri vini d'Occidente, / o mio vecchio, melodico persiano. / Ma la tua dolce infanzia di filosofo / questa è un gran dono. / Tu hai guardato il mondo / tra nebbie e per distanze siderali. / Tu hai potuto iridare / di primordiali curiosità / l'ombra della vita. Dove tutto non era / che disperata certezza / tu hai fatto domande / proposto accordi e tutto era concluso. / E quando, non la durezza della faccia di Dio, / pietosamente a te ascosa, / ma la tua carne stanca / ti rimbrottava, / da quell'oscuro e flebile scontento / nasceva la grazia d'un ritmo. / Così dell'umano / viaggio eludesti / le premesse fatali, / convinto di non saperle / e illuso di doverle ricercare. / E questo era il buon vino, / Kayyâm. / Il dio che ti propiziava / questa bevanda d'inganni / faceva la tua fortuna / e il tuo canto. / E tu libavi alle rose / del tuo ridente sepolcro, / non sospettando, o impavido, / che la tua vita era già / un cimitero fiorito. (1916)]
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3 Comments:

  • At 16/2/09 6:32 PM, Blogger roberto.bonuglia said…

    Cara Clelia,

    grazie ancora per la generosa attenzione con la quale leggi le mie riflessioni amatoriali. Non lo nego, i versi di Cardarelli sono quelli, tra i novecentisti, che più mi appassionano.
    Riscoperto tra i tuoi “asfodeli” dell’ottobre 2007, lo scorso anno di questi tempi proposi i suoi “gabbiani” che tanto successo – tra la mia sorpresa - ebbero tra i lettori del Khayyam’s. Era ora di una trattazione più organica propedeutica ad una riflessione leopardiana che mi accompagnava, complici le triste cronache che offre la mia città, da qualche giorno. Superfluo confermarti che scoprì Khayyam proprio nelle pagine cardarelliane e che rileggo ora volentieri quei versi - giovanili per me, in un certo senso - nelle tue pagine rosa.

    Ancora grazie di esserci, ancora grazie per condividere con noi, con me, le stesse sintonie.

     
  • At 16/2/09 7:00 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie ancora a te, carissimo.

    C.

    P.S. Dimenticavo, non mi sono sfuggiti i generosi link...

     
  • At 16/2/09 7:07 PM, Blogger roberto.bonuglia said…

    Doverosi ;-)

     

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