akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

15 febbraio 2009

1138. Il terzo (in)comodo

Reilee Bach - The LetterLe anime hanno un loro particolar modo d'intendersi, d'entrare in intimità, fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle parole comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali. Han bisogni lor proprii e loro proprie aspirazioni le anime, di cui il corpo non si dà per inteso, quando veda l'impossibilità di soddisfarli e di tradurle in atto. E ogni qualvolta due che comunichino fra loro così, con le anime soltanto, si trovano soli in qualche luogo, provano un turbamento angoscioso e quasi una repulsione violenta d'ogni minimo contatto materiale, una sofferenza che li allontana, e che cessa subito, non appena un terzo intervenga. Allora, passata l'angoscia, le due anime sollevate si ricercano e tornano a sorridersi da lontano.

Pubblicato con Flock

2 Comments:

  • At 15/2/09 10:43 PM, Anonymous Bruno said…

    In quel tuo vivere severo l’occhio lontano dipinge un’ansia di nubi sulla tua speranza di pesco.
    Per ora ti manca il coraggio. Di leggerla, di spedirla. O di rispondere.
    Lettera, misterioso protocollo d’anime. Una bella tela che porta il suo vero dono: un groviglio di parole non scritte.
    Quelle che il filo d’inchiostro ha catturato per te correndo sulla carta dove il tuo vento di attesa le ha spinte.

     
  • At 15/2/09 11:14 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Tu sì che conosci/capisci il tormento e le difficoltà epistolari.
    Tu sì che sai cosa si annida fra il tempo della ricezione e quello della trasmissione (un deserto di giorni e di passi).
    Tu sì che puoi aprire il foglio nero di righe o bianco di stupore e ricavarne sogni o consuetudini.

    Per questo ti leggo tanto volentieri, quando scrivi.

    C.

     

Posta un commento

<< Home