akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

13 febbraio 2009

1131. Il sommo bene

Cerchiamo un bene che non sia in apparenza tale, bensì solido e costante e più bello nella sua parte più nascosta; dissotterriamolo. E non è posto lontano; lo si troverà, bisogna solo sapere dove tendere la mano; ora invece, come nel buio, passiamo oltre senza vedere ciò che pur ci è vicino, inciampando, proprio in ciò di cui sentiamo la mancanza.

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2 Comments:

  • At 13/2/09 7:49 PM, Anonymous Anonimo said…

    Clelia voli sempre molto in alto. Ti sono grata anche perché con te porti parte di un’umanità che appartiene a quanti in decine di migliaia di anni, leggeri, hanno aperto lo sguardo ad interminati spazi e sovrumani silenzi, disegnando nei loro voli un’intersezione, superficie tangibile d’umanità, forse di una meta-umanità.
    Carissima è solo un saluto, non voglio indugiare con questa intrusione nel tuo sidereo spazio, spero, ho certezza, che tu mantenga la quota.
    Ancora, saprai e ribadisco, la tua fuga in alto non è sfoggio di super essere, è grandissima essenza sapienza, forma pura materia pensiero, nucleo denso di tante memorie che scorrono da un rivolo all’altro dello sterminato fiume di cui siamo un segmento a volte insensato.
    La tua solitudine - gli spazi da te abitati hanno una densità quasi deserta, un miraggio ogni presenza- è questa tuo lungo percorso nella conoscenza, nell’umano experire, ascesa spericolata che probabilmente puoi ammirare a partire dalle vette distanti che ti circondano, è questo tuo essere diventato un modello possibile d’umanità e femminile
    Ciascuno ha la responsabilità d’orientare lo sguardo per non perderti, per non perdersi

    con affetto, rms

     
  • At 13/2/09 8:08 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Carissima,

    non ho parole, solo pensieri.

    E te li dono tutti, assieme ai miei ringraziamenti.

    Affettuosamente,

    C.

     

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