akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

12 febbraio 2009

1128. Squilibri volontari

La via morale, di cui la buona volontà è il principio e la sostanza, sorge in quanto il pensiero riflessivo interviene su di un quadro dove sono "piccole percezioni insensibili", "dolori impercettibili", "piccoli impulsi", un movimento di "inquietudine" sentita senza essere conosciuta che fa agire "nelle passioni come nelle situazioni tranquille, che ci determina prima di qualsiasi consultazione nei casi che ci sembrano i più indifferenti poiché non siamo mai perfettamente in equilibrio, e non potremmo essere divisi esattamente a metà tra i due partiti" (G.W. Leibniz, Saggi, II, § XXI, 36)
Come sviluppare in noi la vita morale? Scrive Leibniz nella Teodicea: "E' vero che non siamo direttamente i padroni della nostra volontà, sebbene ne siamo la causa: non scegliamo infatti le volontà, allo stesso modo che scegliamo le nostre azioni mediante le nostre volontà. Continuiamo tuttavia a mantenere un certo potere sulla nostra volontà, poiché possiamo contribuire indirettamente a volere un'altra volta quel che vorremmo volere nel momento presente*... ciò che non è velleità; ed è ancora in ciò che abbiamo un dominio particolare, e addirittura sensibile, sulle nostre azioni e sulle nostre volontà, che risulta però dalla spontaneità unita alla intelligenza" (Saggi di Teodicea, III, 301)
*Il corsivo è mio
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