akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

11 febbraio 2009

1124. La speranza, nonostante tutto

Si può dir che l'effetto della filosofia non è di distruggere le illusioni (la natura è invincibile) ma il trasmutarle di generali in individuali. Vale a dire che ciascuno si fa delle illusioni per sé; cioè crede che quelle tali speranze ec. siano vane generalmente, ma spera sempre per sé, o in quel tal caso di cui si tratta, un'eccezione favorevole. Le illusioni così non sono meno generali, comuni, ed eguali in tutti, benché ciascuno le restringa a se solo. [...] L'effetto presso a poco è lo stesso. Tanto è sperare o credere una cosa ordinaria, quanto sperare o creder sempre la stessa cosa come straordinaria, e come eccezion della regola. Tale è il caso di tutti i giovani i meglio istruiti.
Vero è che la distruzione delle illusioni generali influisce sempre sulle individuali. Queste non potranno mai estirparsi del tutto, altrimenti l'uomo non esisterebbe più. Nondimeno s'indeboliscono, si rendono inattive ec. quando non sono fondate sopra una felice persuasione generale, e di principii, che contraddica e resista al fatto e all'esperienza.

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3 Comments:

  • At 12/2/09 12:51 PM, Anonymous Domenico Fina said…

    Le illusioni sono come l'araba fenice rinascono dalla cenere in altre forme; direi che le illusioni sono la nostra radiografia, la nostra capacità di metamorfosi, il nostro attaccamento alla vita, ai suoi guizzi improvvisi.

    Clelia tu, da una impressione personale basata solo sul tuo mirabile blog, sembri addentellarti nell'elegia
    per farne, come scriveva Montale
    inno, (mutar in innno l'elegia).
    Alle volte ho l'impressione che nell'elegia tu ci stia confortevolmente come in una grande tinozza d'acqua calda in deliziosi profumi sparsi in aria.
    Saranno stati gli amori, l'amore,
    chi può dirlo, del resto io che saprei tratteggiare me stesso solo in modo sfocato non ho la pretesa di tratteggiare Clelia nella sua inafferrabile interezza.

    Un caro ciao

    Domenico Fina

     
  • At 12/2/09 2:17 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao a te, carissimo.

    C.

    P.S. Sull'elegia direi che non hai torto. A proposito ricordi l'Elegia quasimodiana contenuta in "Giorno dopo giorno"?
    E' la mia preferita (con quel soggetto mai citato ma visibilissimo "in negativo", e quell'atmosfera di rarefatta speranza, così viva dopo il disastro bellico).

     
  • At 12/2/09 4:23 PM, Anonymous Domenico Fina said…

    Quasimodo non è uno dei miei poeti familiari, se non per versi echeggiati, in passato leggevo molta poesia oggi meno;
    ultimamente ho letto le poesie di Charles Simic che ha un piglio aforistico Dickinsoniano. Ciao, Dom.

     

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