akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

11 febbraio 2009

1122. Orizzonti

Può darsi che oggi l'obiettivo più importante non sia quello di rivelare a noi stessi che cosa siamo, quanto quello di rifiutare ciò che siamo.
Forse è arrivato il momento in cui la priorità sia quella di riuscire a immaginare, e quindi costruire, quello che potremo diventare.

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4 Comments:

  • At 11/2/09 12:05 PM, Blogger Elena said…

    Come individui, o come specie? O è lo stesso?

     
  • At 11/2/09 1:00 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Personalmente ho valutato il pensiero di Foucault come diretto a me stessa (faccio sempre così quando mi pongo in relazione con un pensatore); nulla esclude però che il teoreta l'abbia concepito più universalmente, anche se su temi del genere - vista la diversità dei "riceventi" - è assai complesso generalizzare.
    Il brano da cui è tratto l'aforisma è molto frammentario, quasi diaristico, quindi non ci sono margini certi per una definizione che risponda esaurientemente al tuo quesito.

    Ciao,

    C.

     
  • At 11/2/09 1:03 PM, Anonymous dreca said…

    immaginare forse spaventa.

     
  • At 11/2/09 1:14 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Questo è sicuro. Ma non più che osservare la realtà, credo.

    Bentornata,

    C.

     

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