akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

07 febbraio 2009

1109. Sincerità epistolare

...Forse lei crede che ci sia più sincerità nella spontaneità del parlato. Mi rendo conto che questa è un'opinione diffusa. So che ci sono persone che, al momento di concludere un affare, preferiscono fare un viaggio faticoso e costoso, piuttosto che concludere l'affare senza aver visto in faccia l'altro contraente. La prego di credere alla mia assoluta sincerità; non credo si possa mentire per iscritto; si può mentire a voce, perché si dicono cose che non lasciano tracce, e mentre si dice una cosa con le parole se ne può far intendere un'altra con il tono della voce o con l'espressione del viso; ma in uno scritto che può essere riletto e riconsiderato non mi sembra sia possibile inserire menzogne senza lasciare tracce. Voglio dire che mi sembra che, in una lettera, alla sincerità volontaria, che può anche venire a mancare per ragioni di prudenza o di vergogna, si aggiunge quasi una sincerità involontaria, che non può mancare...

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