akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

06 febbraio 2009

1105. Una presenza in blu

Può devastare più gravemente una presenza o un'assenza? A me aveva pesato e, nonostante gli anni, continua a pesare anche adesso l'irrealtà di mio padre [...]. Hasting mi aveva parlato della febbre spagnola, senza sapere che quella febbre, per me, era come il biscotto di Proust. Mi guardai intorno. Ero avvolto di solitudine e di silenzio. La notte era diventata blu. Alcuni anni prima era stata in voga una canzone le cui parole dicevano che l'amore è blu, e prima ancora Modugno [...] con il suo blu dipinto di blu. Il successo del colore blu è imputabile a ragioni di rima: monosillabo che si accompagna bene con "mai più"...

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2 Comments:

  • At 6/2/09 6:04 PM, Anonymous Domenico Fina said…

    Il buio di notte, per chi non avesse letto il libro, è quello che si può vivere lontano dalle luci delle città, negli
    astriturismi - sorta di agriturismi per ammiratori del cielo -dove è possibile apprezzare la luce delle stelle.
    E’ anche una metafora dello scettico Rugarli, come a dire che anche le stelle si sono spente o non sono più visibili, oppure non hanno più senso per noi come lo avrebbero potuto avere per Leopardi. Rugarli è un leopardiano che sembra trovare linfa vitale dalla verve della sua lingua e in un’ironia tutta personale.
    Ciao cara super Clelia.

     
  • At 6/2/09 7:42 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao carissimo Domenico, e grazie per la breve ma efficacissima recensione con la quale sono in perfetta sintonia (le due parole magiche "Leopardi" e "scettico" hanno su di me un'azione che chiamerei di "lampo solidale" con chi le scrive..., ma è chiaro che - con te - non si tratta solo di questo).

    Stammi bene.

    C.

     

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