akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

03 febbraio 2009

1097. La via per una verità eclettica

Da tutto quanto si è raccolto finora sull'uomo e sull'umana natura parmi emerga incontrastata una conseguenza: che l'umano intelletto, dirigendosi al vero, non cammina mai per raggiungerlo sulla linea retta, bensi move, oscillando da diritta a sinistra, e reciprocamente, finché avanzando d'un passo, nella direzione media fra i due lati, vi si colloca, soffermandosi quanto basta per prepararsi a inoltrare. E', o forse travedo, una verità psicologica, convalidata oggimai dalla filosofia, e dalla storia, dacché o si contempli l'Intelletto ne' singoli individui, o nel moto collettivo ed universale dell'Umanità, in una piccola o in una vasta sfera d'azione, noi lo vediamo pur sempre procedere per legge invariabile da una idea alla sua contraria, da un sistema all'opposto, per poi riposarsi in un terzo concetto medio fra i due, che senz'essere l'uno né l'altro, ha pur molto d'ambi, ma temprato e connesso dal raziocinio e dalla coscienza. E se talvolta, spronato dalle circostanze, o dalle passioni, precipitò sul Vero, e toccò di slancio un grado dell'infinito progresso, noi lo vediamo forzato a retrocedere, ricominciare da capo a ricalcare metodicamente la via.

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