akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

01 febbraio 2009

1092. Proposito pitagorico



Intenzionalmente io parlo a chi già sa;
incomprensibile resto invece a chi nulla conosce.

Eschilo
Agamennone
vv. 38-39

[Didascalie]

4 Comments:

  • At 2/2/09 10:37 AM, Anonymous Nino said…

    Buona giornata, Clelia

     
  • At 2/2/09 12:05 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie carissimo.

    Altrettanto.

    C.

     
  • At 3/2/09 3:26 PM, Blogger gabrilu said…

    A me invece (che, com'è noto, non sono certo Eschilo) piace pensare di parlar [anche] a chi non sa ma che se per caso dovesse accadergli di apprendere/sapere qualcosa che prima non sapeva, vuoi vedere che magari gradisce. Persino.

    Chiaro che queste sono solo mie fantasie (che però mi piacciono, devo ammettere).

    Quel che accade in realtà è che in genere (ho scritto "in genere" perchè mi vorrei lasciare qualche spiraglio di speranza) chi crede di saper già si arrocca sul suo fantasmatizzato sapere e più in là non vuole andare.

    Chi invece non sa, non sa di non sapere.

    Evvabbè. Forse sono pure io così, ed allora con chi dovrei prendermela?

    Ciao :-)

     
  • At 3/2/09 6:49 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Giusto, Gabrilu, anche se la conoscenza contenuta nella citazione era per me riferibile alla parola "familiarità" e non come sinonimo di "sapere", nel senso che le parole prese in prestito da Eschilo (che comunque le intendeva come le intendi tu) erano dirette a chi "già sa (di me)" e non a chi "non (mi) conosce".

    Riconosco però che, a una lettura naturale dell'aforisma, si possa essere indotti a una interpretazione estensiva, che comporti giustamente un commento come il tuo.

    E' bene comunque che tu sappia che spesso scrivo per tutti ma che le mie parole quasi sempre sono indirizzate ad una persona sola. Da qui la scelta di quelle parole dell'Orestea.

    Grazie del pensiero.

    C.

     

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