akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

06 gennaio 2009

981. Ineluttabilità

...fissare il nulla è imparare a memoria
quello in cui noi tutti verremo spazzati.

Ho già inserito nel blog versi di Mark Strand, >>>qui e >>>qui.
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2 Comments:

  • At 6/1/09 10:07 PM, Anonymous lars w. vencelowe said…

    Difficile parlare di Strand. Sono due mesi che passo da "l'inizio di una sedia" a "il futuro non è più quello di una volta" a "uomo e cammello" e così via. Ogni volta una perla: una frase che fa per me, qualcosa che si svela, qualcos'altro da mettere lì e su cui riflettere, e molto, molto di più che mi rimane oscuro e su cui mi riprometto di tornare.
    Per esempio: dalla poesia che hai citato estrapolerei anche questo "... quelo che desideriamo, più che una stagione o un clima, è la consolazione di essere estranei, almeno a noi stessi", e anche " NOn c'è fine a quanto possiamo imparare. Il libro là fuori non dice di più, e non è stato affatto scritto con in mnte noi".
    Per me Strand è il Kafka della poesia.
    LWV

     
  • At 6/1/09 10:59 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Lars, il tuo giudizio è perfetto, così come lo sono i versi che lo supportano.

    Grazie.

    C.

    P.S. Il tuo ultimo post (quello con i versi di Transtomer, per intenderci) è bellissimo. Complimenti.

     

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