akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

26 gennaio 2009

1067. L'ultima sera di quiete

Avvicinati. Il raggio della sera si compie / contro il nero del tavolo, la lampada batte buio e luce / prima di spezzarsi nel tuono. / Non avvicinarti. Il futuro schiude vapore / come dalla storia l'opaco marmo di un tempio. / Tutto è bianco: / il rovescio dei nostri visi nelle foto / la terra rischiarata dalla duplice vela dei lenzuoli. / Prendi una strada obliqua che basti un bagliore a definire / una quiete - sottile unione del lutto - / visione sotterranea di un fiume sotto l'intreccio delle dita. // Nel vento di queste sere non esiste che vento. / Mi hai chiesto di trattare il desiderio / come se fossi forte quanto il tempo che scuote. / Così entra l'inverno quaranta volte vissuto come tenebra / notte intera che tesse un grande spazio / silenzio del silenzio che sbarrerà domani la finestra.

Il titolo del post è mutuato dal >>>bel film di Valerio Zurlini, al quale la lirica (che in realtà non ha titolo) mi ha fatto ripensare.
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