akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

17 gennaio 2009

1027. Laddove la logica sembra a volte non esistere

Alzi la mano chi non si è mai chiesto ciò che si chiede qui sotto il filosofo. Magari non nell'orizzonte ampio del teoreta, ma in quello più piccolo - ma non per questo meno importante - della propria "storia", che poi è la vita, che poi è il senso che decidiamo di dare a essa.
La storia ha una sua logica? Esiste una logica della storia, una logica per cui al di là della superficie dei fatti storici è possibile instaurare dei collegamenti e [...] fare anche delle previsioni? Questa domanda è a mio avviso di grande rilievo, di grande importanza filosofica, e aggiungo che è un elemento negativo del nostro tempo il fatto che questa domanda perlopiù non viene neppure compresa. [...] E' chiaro che questa domanda può avere molteplici risposte, ma quale che sia la risposta, il problema per noi oggi è di recuperare il senso di questa domanda; e mi sembra che oggi abbiamo perduto anche, per molti versi, la capacità di sentire, di vivere il senso di questa domanda, se cioè la storia abbia una logica o tutto accade a caso.
Vincenzo Vitiello > Filosofia teoretica. Domande fondamentali: percorsi e interpretazioni
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2 Comments:

  • At 17/1/09 3:01 PM, Blogger Gioacchino said…

    Ciao, Clelia. Visto che, a proposito della logica, autorizzi il parallelo tra individuale e universale, confesso che nel mio piccolo il problema mi tocca da vicino. Difficile stabilirne i termini, confusi con elementi discordi della biografia di troppe persone a me legate in vario modo e con le interpretazioni personali e gli alibi che ognuna di esse ha costruito e indotto a rappresentare nel pensiero degli altri; ma credo che la questione possa essere un giorno risolta. E probabilmente non sono l'unico a domandarsi quando un dato evento legato a un gesto impulsivo, o dettato da necessità, sia diventato per un individuo fondamento di tutte le sue azioni, giustificazione morale ma soprattutto logica di tanta sofferenza causata, per anni, senza possibilità di redenzione. Una storia che ricostruisca strutture psicologiche di questo tipo, che nel mio caso tuttavia non potrebbe essere impersonale e diretta alla pura conoscenza, mi chiedo di quali mezzi possa avvalersi e quanto possa essere soltanto consolatoria.

    Gioacchino

     
  • At 17/1/09 3:30 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Caro Gioacchino,

    mi sembra palese che la risposta a quanto da te espresso nel commento possa derivare unicamente dalla tua esperienza diretta, e che quindi essa vada ricercata solo in ambito personale.
    Detto questo voglio però ringraziarti per aver condiviso l'assunto di fondo del post e, soprattutto, del concetto espresso dal professor Vitiello.

    Un saluto caro.

    C.

     

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