akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

15 gennaio 2009

1018. Delizie via etere

I benemeriti di >>>Radio Alt (radio di ottima musica e buoni libri) >>>hanno intervistato niente meno che Yves Bonnefoy, a proposito del suo ultimo libro, Il grande spazio, edito da Moretti & Vitali.
L'intervista è una delizia, il libro l'ho appena ordinato.

Già che ci siete, date un'occhiata anche >>>all'archivio audio della radio, ne vale la pena.
Pubblicato con Flock

3 Comments:

  • At 15/1/09 4:13 PM, Anonymous Domenico Fina said…

    (Estemporaneità)

    Clelia, ho raccolto alcuni passi de "L'amico delle donne" di Diego Marani (Bompiani 2008), perché è un bel libro in cui attraverso la figura del protagonista (Enrico, uno strambo professore di Trieste) si tratta d'amore in modo originale ed elegante con lingua antica e fresca allo stesso tempo.
    Si possono trarre spunti per
    un tema inesauribile. (Ciao)

    Ernesto sposa Nadia, la sua vicina d'appartamento: "Il matrimonio marcì e si seccò nel più uniforme dei modi, senza mai essere brutto, neppure sgradevole. Il divorzio venne come un suo perfezionamento."

    Ad una donna che gli chiede, cosa può andare storto nell'amore, risponde: "il sentimento".

    "per ogni donna che amava, inventava mondi, in cui poi restava lui stesso prigioniero. Il suo repertorio di fantasie, dolcezze, scherzi amorosi, lettere e favole era un fuoco d'artificio permanente e la gioia che ne traeva era così smisurata che spaventava. Le donne non potevano credere d'essere loro da sole a suscitare tanta esaltazione".

    Marisa chiede ad Ernesto: "allora dire a qualcuno che gli si vuole bene è sempre una menzogna?"
    "un'imprecisione...
    chi ama spara nel mucchio, non ci si promette mai nulla di plausibile"

    Nel finale del romanzo:
    "Visitò come un sacrario i luoghi dove aveva cercato Jasna, scoprendo con angoscia che anche quel che non era accaduto poteva finire".

     
  • At 15/1/09 5:17 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Bello il finale, chissà perché (prodigi della mente) il volume mi ha ricordato Mario Tobino.

    Ciao caro.

    C.

     
  • At 15/1/09 5:45 PM, Anonymous Domenico Fina said…

    Tobino non l'ho letto, ma in questo libro anche le donne, come gli uomini, non ne escono ben bene.
    Marisa, una delle donne del protagonista, taglia corto e dice che una donna "Raccoglie quel che può e se lo fa piacere".
    Sdegnata rassegnazione al reale.

    Ernesto le donne incontrate,
    "aveva finito per sentirle come malattie di un'infanzia dilatata. Una tardiva varicella del cuore che gli aveva lasciato qualche vescichetta nel respiro".

    Anche l'amore non esce ben bene.
    Herzen scriveva che "l'arte e i lampi estivi della felicità individuale, sono gli unici beni che abbiamo".

    Io, te, Marani (e lo stesso Herzen)
    non ci crediamo anche - e soprattutto - quando scriviamo di crederci: c'è dell'altro, sempre.

     

Posta un commento

<< Home