akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

12 gennaio 2009

1007. Lettere dalla zona interdetta [XXV] Une fois de plus

Ispirati da Cécile siamo tornati sul destino e, ancora una volta, non ci siamo trovati d'accordo. Tu (con gli altri) hai un'idea impersonale del destino, lo vedi imbevuto di trascendenza. Io invece lo associo al carattere e pertanto lo ritengo assolutamente mutevole.
Il fatto che siamo responsabili delle nostre azioni mi porta a pensare che, qualora esistesse questa "entità suprema" che chiami destino, essa potrebbe essere comunque cambiata a nostro piacimento. Riconoscere un valore d'ineluttabilità ai giorni futuri, oppure far gravare su di essi il macigno del passato è una forma di (comoda) inibizione che non accetto. Un alibi a tratti puerile, rinunciatario, comunque incomprensibile.
Tutto può essere cambiato, perché - lo sai bene - ogni composto è formato da elementi che, una volta scissi, ritrovano la loro forma originaria e, a quel punto, possono essere nuovamente incrociati fra loro con formule diverse.
Trascendenza e immanenza sono due sguardi sulla vita profondamente diversi, lo so, ma ora come ora non cambierei nulla di ciò che è stato e nessuna delle persone che ho incrociato. Ci sarà tempo per arrendersi al domani o per credere che il tempo trascorso fosse "già scritto" da qualche parte. Il mio presente voglio scriverlo io, come sto facendo ora in queste righe per te.
Non c'è nulla da "decifrare" o da capire, nessun "arcano", nessuna esegesi complessa. Sta a te decidere. Non nasconderti dietro al "destino".

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6 Comments:

  • At 12/1/09 9:06 AM, Anonymous ferrugnonudo said…

    Belle le tue parole Clelia, le condivido pienamente e le prendo come un invito a mettere più energia nella settimana appena iniziata, anche se, a volte, riuscire ad essere coerenti con le proprie convinzioni risulta -anche per me- senz'altro più impegnativo che non lasciarsi "viziare" dall'idea del "destino".
    Solo un pensiero per cogliere l'occasione di un saluto.
    Buona giornata e buona settimana
    Salut, sara

     
  • At 12/1/09 11:39 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie Sara,

    mi è stato insegnato che il proposito è parte integrante della mèta; alla luce di questo ricambio i saluti e i buoni auspici per te.

    A presto,

    C.

     
  • At 12/1/09 3:36 PM, Anonymous Sils said…

    "Ora come ora non cambierei nulla di ciò che è stato e nessuna delle persone che ho incrociato..."
    Pensa che io, invece, trovo puerile, rinunciatario e incomprensibile, questo, di atteggiamento.
    Prima o poi ci arrivano quasi tutti, per una sorta di gratitudine e accettazione del passato che ci ha "formato"... "trasformato".
    E' più che altro un'affermazione di identità.
    Bisognerebbe tuttavia poter dire "avrei voluto questo non fosse mai accaduto"...
    Un po' come Hannah Arendt parla di cose che non avrebbero mai dovuto accadere.
    Trovo che sia una dimensione più ampia avere un senso di "rivolta" verso il passato. Più vitale.
    Non pacifica, ma certo più feconda.
    Ad ogni modo, sono davvero due mondi diversi. Uno sa di fuoco, ed è prettamente maschile, l'altro sa di latte, ed è più femminile.
    Saluti.

    ps
    ma tu rispondi anche ai commenti vecchi sebbene scavalcati da post nuovi?

     
  • At 12/1/09 4:14 PM, Anonymous Bruno said…

    Caro destinatario delle “Lettere dalla zona interdetta”, chiunque tu sia, persona viva o non più, inconscio di Clelia, “reale devastato” dentro il suo “irreale intatto”, ognuno dei suoi lettori, specchio da molare o lama, camera anecoica in cui urlare o agorà, qualsiasi cosa tu sia, io ti amo.
    Ti amo perchè ascolti e persisti in silenzio. Forte come una pietra. Ma non informe o chiuso in una convessità impenetrabile e neppure muto, giacché parli come un bassorilievo antico con i suoi giochi d’ombra e le sue allusioni.
    E non so se sia per il genio dell’artista che ti sta scolpendo così sotto i nostri occhi o per la sua incauta perfidia, se solo sta togliendo lentamente il velo che ti ricopre per denudarti alla sua luce ma così mostrarti a noi come sei, sta di fatto che sfiorandoti colgo in te levigati profili che mi sono familiari. Ecco perché ti amo: perché mi consoli.

     
  • At 12/1/09 6:44 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Sils, perché, non dovrei?

    Associo il latte alla "crescita", il fuoco alla distruzione.
    Il primo mi pare limitato all'arco presente, e quindi mi va bene; il secondo lo percepisco come un fenomeno catartico, più adatto per il lungo periodo, e - francamente - mi interessa meno.
    Belle "immagini", comunque.
    Grazie.

    °

    Bruno, il concetto dell'alètheia, dello svelamento, da queste parti è molto caro. Grazie per averlo "certificato".
    Anche a nome del destinatario (che è silenzioso solo in questa sede), spero...

    Un saluto a entrambi.

    C.

     
  • At 23/5/09 12:12 PM, Blogger Matteo said…

    Attenzione al senso di onnipotenza.

    Sento spessissimo e in ogni luogo questo modo di vedere la vita.
    Anzi penso che ormai non possiamo più scrollarcelo di dosso.
    L'uomo come artefice del proprio destino...penso albergi un po' troppo orgoglio in questa visione delle cose..

    Cerchiamo di essere fieri, non orgogliosi.

     

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