akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

13 novembre 2008

905. Lettere dalla zona interdetta (XVI) Eutimìa



Mai più saremmo stati tanto uguali...
La pace era lassù. In cresta di collina.
Vittorio Sereni


Non ho più - da tempo - notizie di te, ora mi giunge voce che vivi all'ombra del Buddha d'oro di Samui (che io ricordo bene alto, sereno e immobile con le spalle al mare). Cos'è che ti ha spinto fin là? Cosa cerchi? Cosa ti appare (se ti appare qualcosa)? Mi dicono anche che leggi le mie parole e che sorridi. Mi onora più il secondo aspetto del primo, perché del tuo sorriso ho un ricordo sicuro e che non passa (eri vestito di bianco sotto una veranda del Nordeste brasiliano, dove l'arrivo della notte equatoriale aveva fatto fronte - donandoci una magnifica serenità - al caldo persistente di un giorno troppo limpido; e così stavamo lì, in assoluta apatia, sulle poltrone di vimini, a goderci con gli occhi il gioco, ogni sera nuovo, delle costellazioni).
La voce che mi giunge di te è lontana e smorzata dal passaggio di bocca in bocca. Quindi non so se corrisponda del tutto a verità o non sia piuttosto come la visitazione di un sogno.
Che tu resti un'ombra della memoria o quel puro e semplice spiegarsi di denti bianchissimi non importa, quel che conta è che io rinnovi i voti per il tuo benessere e che ti àuguri - per il bene che ti voglio - la pace che mi hai dato e che io, senza sforzo e senza inganno, ho gelosamente conservato.
Fino a restituirtela intatta, come piacerebbe a te.

°

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7 Comments:

  • At 13/11/08 4:22 PM, Anonymous Domenico Fina said…

    Leggo le tue lettere ed ogni volta mi viene in mente un libro; adesso ho pensato a "Il filo del rasoio" di Maugham, un formicolare - che è di tutti - intorno a quella che una volta si chiamava sanità dello spirito.

    Ciao cara

     
  • At 14/11/08 1:38 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Come non sentirmi onorata da una così cospicua vicinanza.

    Ciao a te.

    C.

     
  • At 14/11/08 5:19 PM, Blogger Lapidarius said…

    A me, invece, questa sedicesima lettera dalla zona interdetta evoca - probabilmente per l'accenno al nordeste brasiliano, e in qualche larvato modo per il contesto - "São Bernardo" del magistrale Graciliano Ramos, ma con più fausto decorso ed epilogo.

    Sarà che anche nel romanzo gioca un ruolo chiave una lettera della protagonista femminile, Maddalena, al protagonista maschile, Paulo, che però - e non mi dilungo in dettagli suggerendo a chi non l'abbia già fatto di leggere l'opera - giunge, almeno per Lei, troppo tardi...

     
  • At 15/11/08 3:16 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Di Ramos ho letto solo "Insonnia" recentemente pubblicato da Fahrenheit (che non mi ha lasciata affatto indifferente con la sua scabra "ruvidezza" letteraria ed esistenziale).
    Mi procurerò senz'altro anche "São Bernardo" perché la tua anteprima mi ha assai intrigato.

    Grazie.

    C.

     
  • At 17/11/08 4:26 PM, Anonymous  said…

    Solo un breve saluto, cara Clelia.

     
  • At 18/11/08 7:21 AM, Anonymous Anonimo said…

    Ore 7,20...Buona giornata Clelia
    GSN

     
  • At 18/11/08 6:32 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    , Giovenale, grazie.

    Ricambio i vostri pensieri.

    C.

     

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