akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

01 novembre 2008

893. Passaggi e spazi di vita (nell'arte)


893.1 Non sono gli occhi che ci fanno difetto e non è nemmeno la bellezza ad averci abbandonati. Si è semplicemente infranto lo specchio in cui contemplarla.
[Antonio Scurati - La letteratura dell'inesperienza]

893.2 L'arte è ciò che diventa mondo, non è il mondo.
[Karl Kraus - Detti e contraddetti]

893.3 Noi non sappiamo chi siamo (né dove andiamo). Ciascuno che guardi nella propria vita scopre una serie di atti e eventi slegati, ognuno dei quali recita per sé; una serie di atti che spesso si contraddicono e rischiano l'insensatezza; di ricordi che mentono, di convinzioni che ingannano. Le vite degli uomini sono irriconoscibili. L'irriconoscibilità apre spazi alla creatività (e fantasia) dello scrittore che a partire da quelle vite può puntare a scoprire e trasmettere nuova conoscenza e comunicare possibili suggestioni di autenticità.
[Angelo Guglielmi (e altri) - Sul racconto. Una narrazione a più voci intorno allo statuto della narrazione breve - Ed. Il lavoro editoriale, 1989]

893.1.1 C'è un passaggio per entrare nella Casa dello Specchio: se ne vede un pezzo quando si lascia aperta la porta del nostro salotto. E' un paesaggio molto simile al nostro, ma al di là di esso deve essere tutto molto differente... [Lewis Carroll - Alice attraverso lo specchio]

2 Comments:

  • At 1/11/08 11:38 PM, Anonymous Anonimo said…

    Noi abbiamo un'immagine del mondo, seguendo Wittgenstein (Tractatus logico-philosophicus,p. 2.1),ed anche lo stesso linguaggio ne comunica un'immagine da alcuni definita 'ingenua'.
    Saluti
    Claudio C.

     
  • At 2/11/08 3:41 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Saluti a te, Claudio.

    C.

     

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