akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

25 ottobre 2008

887. Un turbine di vuoto



Travestito da sogno, disseminato 
per infinite pianure, 
perseguitato da troppi indizi per essere 
capace di orientarmi, a volte immagino 
di prevedere luoghi precedenti, spingendo 
sempre più avanti il segnale 
che definisce il campo, il fossato, il filare, 
come seguendo nell'ombra che si sposta 
la sferza della trebbia, il fuoco fatuo 
del grano che precipita in pulviscolo.
E penso 
in questi casi al ritorno
, essendo la pianura 
un turbine di vuoto attraversato 
da una sola figura, che non mi assomiglia.


Roberto Sanesi
Per infinite pianure
da "Mercurio"
Ed. Scheiwiller, Milano, 1994

7 Comments:

  • At 25/10/08 3:18 PM, Blogger Lapidarius said…

    Cara Clelia,

    seguendo il tuo consiglio di qualche giorno addietro, mi sono procurato il volumetto di Giuseppe Rensi che in più luoghi dei tuoi scritti hai richiamato e alla cui lettura, a questo punto, mi pareva il caso di dedicare un po' di tempo approfittando di questi fine settimana di autunno.

    So che l'autore ti è caro, e che quest'affetto si lega al ricordo di tuo padre che questo affetto (ed altri naturalmente, mi sento di poter immaginare) ti trasmise.

    Che uno degli effetti a distanza di queste remote cause, e di questa circolazione di affetti, sia poi che uno sconosciuto come me affronti degli scritti che verosimilmente non avrebbe altrimenti mai letto in vita sua, è cosa che non cessa di sorprendermi.

     
  • At 25/10/08 4:43 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    E' capitato anche a me - capiterà ancora - di seguire i consigli di lettura dei molti che leggo in questa "zona interdetta", piena di sconosciuti che mi pare di conoscere benissimo.

    E' questo il bello di questo non-luogo.
    E' questa - forse - la sua quintessenza.

    E anch'io mi sorprendo spesso a stupirmi per questo, come te.

    Stammi bene.

    C.

     
  • At 30/10/08 9:21 AM, Blogger elisabetta said…

    Amo la poesia di Sanesi, grazie per aver proposto questo bellissimo
    brano :)

     
  • At 18/12/08 12:49 PM, Blogger Paolo del 1948 said…

    ho percorso le tue pagine per trovarne una che mi sembrasse adatta ad accogliere questa poesia



    Il bacio di Dio
    di Silvia Montefoschi
    in Il bacio di dio, Goldenpress, 2000

    Tu e io
    Io e tu

    Era buio
    Un buio nero
    ricordi?

    Tu e io
    io e tu
    non sapendo però
    nè tu di me
    nè io di te
    vagavamo
    uniche due particelle
    in uno spazio infinito
    senza alcun punto
    di riferimento
    che ci desse
    un orientamento

    Eppure qualcosa
    ci sospingeva
    in un'unica direzione
    Qualcosa che
    si dava in noi
    come una sensazione
    sensazione che
    tu e io
    io e tu
    chiamammo emozione

    E lungo quella direzione
    noi ci muovevamo
    l'un verso l'altro
    senza sapere
    l'uno dell'altro
    guidati soltanto
    dalla nostra emozione

    Lontano lontano
    ciascuno di noi
    vide un chiarore
    chiarore che
    tu e io
    io e tu
    chiamammo albore
    l'albore
    della prima aurora

    E in quell'albore aurorale
    ciascuno di noi vide
    sorger dal nulla
    un punto di luce
    ma di una luce
    così bella che
    tu e io
    io e tu
    chiamammo stella

    E la stella
    veniva incontro
    a ciascuno di noi
    mentre noi
    ci venivamo incontro

    Quando fummo
    a breve distanza
    l'un dall'altro
    ci fermammo
    reciprocamente abbagliati
    dal nostro splendore
    splendore in cui
    tu sapesti di me
    e io seppi di te
    e che
    tu e io
    io e tu
    chiamammo amore

    E l'amore
    che noi stessi eravamo
    baciò se stesso
    nel nostro baciarci
    e nell'istante
    in cui ci baciammo
    la luce divampò
    illuminando lo spazio
    lo spazio che
    attorno a noi si curvò
    formando ciò che
    tu e io
    io e tu
    chiamammo universo
    l'universo
    al centro del quale
    noi ci venimmo a trovare

    Poi qualcosa
    che noi sentimmo
    provenir da noi stessi
    ma che a noi si impose
    come altro da noi
    ci separò

    Ci separò
    e rimase tra noi
    come l'impronta
    del nostro bacio
    un bacio che
    tu e io
    io e tu
    chiamammo vita

    E dalla vita
    noi stupiti vedemmo
    sgorgare a miriadi
    coppie di particelle
    che velocemente
    andarono a popolare
    il vuoto dell'universo
    che si riempì
    di fulgide stelle

    Poi
    io da qui
    non ricordo più
    dimmi
    ricordi tu?


    io ricordo che
    da lì
    venni poi a trovarmi
    non so come e perchè
    ai margini dell'universo

    Ero solo solo
    anche se
    sentivo te in me
    e ti vedevo inoltre
    al centro
    di quello spazio chiuso
    che di nuovo
    s'era fatto buio

    Io ti chiamai
    l'anima del mondo
    che era poi
    l'anima mia
    che mi teneva in vita

    E' ciò che io ricordo
    e tu
    che cosa ricordi tu?

    Io ricordo
    d'essermi trovata lì
    dove tu dici
    al centro
    di uno spazio nebuloso
    come una presenza
    che si rivolgeva
    ad un'altra presenza
    lontana
    e vicina a un tempo
    e che io
    chiamai dio
    come colui
    dal quale solamente
    derivava
    il mio sentirmi presente

    Se però
    la mia presenza
    e la tua presenza
    avessero una forma
    non ricordo più
    cosa ricordi tu?

    Io ricordo che
    ogni volta
    che giungeva il momento
    di un nostro
    nuovo appuntamento
    noi ci incontravamo
    in una veste
    sempre più ricca
    sempre più armonica
    sempre più bella
    e che
    dal bacio
    che noi ci davamo
    nascevano forme
    sempre più ricche
    sempre più armoniche
    sempre più belle
    proprio così
    come noi eravamo
    nel momento
    in cu ci baciavamo

    Forme alle quali
    tu e io
    io e tu
    davamo
    di volta in volta
    il nome dei viventi
    che
    nell'universo
    si facevano presenti

    Ma il ricordo
    che ancora mi tocca
    fortemente il cuore
    è quello
    del grande giorno
    in cui
    l'universo prese luce
    dalla luce
    di una stella
    che brillava
    al centro
    dell'universo stesso
    dove eri tu
    come se proprio tu
    avessi ritrovato
    il tuo primo splendore
    che ora dissolveva
    la tenebra che t'avvolgeva

    E io compresi allora
    che era giunto
    il momento in cui
    tu e io
    io e tu
    dovevamo
    tornare a congiungerci
    ma
    con il bacio
    della nuova aurora

    E
    con quel bacio è avvenuto
    che il mondo
    s'è rovesciato

    E io
    mi son trovato
    al centro dell'universo
    insieme a te

    E tu
    ti sei trovata
    alla periferia dell'universo
    insieme a me

    E questo evento
    ha fatto sì
    che io
    sono diventato un uomo
    avente però in sè
    l'enormità dell'immenso
    che va ben oltre il limite
    dell'intero universo
    e che tu
    sei diventata una donna
    che umilmente
    custodiva in sè
    la luce
    di quella prima stella
    che
    illuminava la mia vita

    Cosa ancora ricordi
    tu
    anima mia?

    Io ricordo
    dio mio
    che
    quando noi ci baciammo
    nelle vesti imane
    il nostro bacio
    partorì
    una nuova progenie che
    tu e io
    io e tu
    chiamammo divina

    Progenie nella quale
    l'amore diviene
    una sola persona
    quando
    ognuno dei due amanti
    ama se stesso
    amando l'altro soltanto

    E noi
    continuiamo a baciarci
    così che
    dai nostri baci
    nascono ancora
    nuove coppie di amanti
    che imparano a baciarsi
    proprio come
    noi ci baciamo
    nell'amore immenso
    che va oltre i limiti
    dell'intero universo
    là dove
    tu e io
    io e tu
    finalmente ci siamo
    uniti nel bacio
    che non finisce mai più


    http://www.goldenpress.it/VETRINA%20DEGLI%20AUTORI/MONTEFOSCHI.htm

     
  • At 18/12/08 2:08 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Molte grazie, Paolo, per il pensiero che mi ha concesso di accedere ad una lettura rarefatta e al contempo appassionante.

    Buone cose.

    C.

     
  • At 18/12/08 2:26 PM, Blogger Paolo del 1948 said…

    mi fa piacere che abbia suscitato una tua attenzione.
    sono sempre piuttosto intimidito nello scrivere da te.
    guarda che sono amalteo di tracce e sentieri (amalteo.splinder.com)
    qui vengo riconosciuto su un blog "minore"

     
  • At 18/12/08 5:48 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Certo che ti avevo riconosciuto. Dal profilo risulta chi sei (anche se non c'è il link al tuo blog principale, mi pare).

    C.

     

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