akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

14 ottobre 2008

877. Adóxastos

Pirrone, che non aveva più fiducia nell’uomo (come l’avevano, invece, in situazioni ideologiche simili, Gorgia e Protagora) rinunciò a tutto: l’uomo è nulla, fanciullesco ogni suo proposito, follia la vita: “Colui che vuole essere felice deve considerare queste tre cose: 1) qual è la natura delle cose; 2) come dobbiamo porci di fronte ad esse; 3) che cosa risulterà a coloro che si porranno in un certo modo di fronte alle cose. Dunque, 1) le cose sono ugualmente indifferenti, immisurabili e indiscriminabili e per questo né le nostre sensazioni né le nostre opinioni possono essere vere o false; 2) di conseguenza, non bisogna accordare ad esse fiducia, ma bisogna essere senza opinione perché ogni cosa è e non é; 3) coloro che si porranno in tali disposizioni conseguiranno l’afasia e l’atarassia”. Le cose, dunque, appaiono a Pirrone apparenze (senza che al di là di esse ci sia una realtà noumenica); per conseguenza l’unico atteggiamento da assumere è quello dell’astensione dal giudizio, cioè dell’epoché; si tratta di restare adóxastos, cioè senza opinione, senza agitazione, indifferente. Il distacco dalle cose comporta l’afasia, cioè il non esprimersi sulla natura e sull’essere delle cose, e questo a sua volta comporta l’atarassia, la quiete interiore. Varie testimonianze ci informano su come si comportava concretamente Pirrone: “Si narra che quando per qualche ferita gli furono applicati medicamenti corrosivi o dovette subire tagli o cauterizzazioni, non contrasse neppure le ciglia”. Durante una tempesta in mare rimase impassibile a guardare il porcellino che aveva con sé. Difatti, come riferisce Cicerone: “Il saggio per Pirrone non sente neppure le cose fuori di sé e chiama questo apatia”...

da L'epistola 9 di Seneca l'apatia greca in rapporto alla filosofia orientale

Distacco, apatìa, atarassìa, epoché.
Presenze di valore, perseguite con umile - ma ferma - determinazione, attraverso l'età, il tempo e il silenzio.
Gioia nel riconoscerle, modestia nell'ambizione di praticarle, speranza di meritarle, e - soprattutto - volontà di mantenerle.

4 Comments:

  • At 14/10/08 4:51 PM, Blogger gabrilu said…

    Gioia nel riconoscerle, modestia nell'ambizione di praticarle, speranza di meritarle, e - soprattutto - volontà di mantenerle
    ...Ecco, è questo status che a me piacebbe raggiungere.
    Ci provo sempre, ma non ci rieco mai.
    Però mai dire mai.

     
  • At 14/10/08 5:04 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Dici bene.

    Mai come in questo caso la perseveranza non è un bene fungibile.

    C.

     
  • At 16/10/08 6:01 PM, Anonymous Anonimo said…

    che curioso che e' il tuo blog, Mrs C., pifferaio che percorre un quadruplice sentiero attraverso una selva di specchi, dove regna l'impossibilita' della certezza.
    mai visto nulla di simile.
    ho il libro, 8E, mi e' sembrato un buon affare...
    ciao ciao.
    tan

     
  • At 16/10/08 7:48 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Buona lettura, mio caro.

    A presto.

    C.

     

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