akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

04 ottobre 2008

865. Verso l'altra parte del mondo



Il tempo è una guida cieca.
Figlio della palude, nacqui dalle strade fangose della città sommersa. Per più di mille anni, soltanto i pesci avevano passeggiato sui marciapiedi di legno di Biskupin. Le case, costruite rivolte verso il sole, furono allagate dalla limacciosa oscurità del fiume Gasawka. I giardini fiorirono magnifici nel silenzio subacqueo; ninfee, giunchi, stramonio.
Nessuno nasce una volta sola. Chi è fortunato, vedrà di nuovo la luce tra le braccia di qualcuno; oppure, se sfortunato, si sveglierà quando la lunga coda del terrore sfiorerà l'interno del suo cranio.
Io guizzai fuori da quell'acquitrino come l'Uomo di Tollund, l'Uomo di Grauballe, come il ragazzo che sradicarono in mezzo a Franz Josef Strasse mentre riparavano il fondo stradale, seicento conchiglie come perle intorno al collo, sulla testa un elmetto di fango. Grondava dei succhi color prugna della palude fradicia di torba. La placenta della terra.
Vidi un uomo in ginocchio sul terreno saturo d'acido. Stava scavando. La mia comparsa improvvisa lo spaventò. Per un attimo pensò che fossi una delle anime perdute di Biskupin, o forse il ragazzo del racconto, quello che scava una buca così profonda da venir fuori dall'altra parte del mondo...

Anne Michaels
da In fuga

°



4 Comments:

  • At 4/10/08 9:27 AM, Blogger Gioacchino said…

    Ciao, Clelia. Proprio al tempo ho pensato dopo il nostro breve dialogo sul silenzio, più o meno nei termini espressi da Anne Michaels in questo brano. L'attinenza tra i due argomenti può non risultare di immediata comprensione, ma esiste. Nelle tue pagine, nelle tue descrizioni del silenzio, la paura non c'è, la paura intesa come "male di vivere", come molti la intendono (me compreso), erroneamente. Non mi spingo oltre nell'analisi, ma credo che la paura dipenda dal rapporto che uno ha con il Tempo e con la propria definizione di Destino. Il silenzio divora e porta luce, inevitabilmente. Ti saluto

    Gioacchino

     
  • At 4/10/08 11:33 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    E' vero, il mio rapporto con il tempo è molto articolato ma sostanzialmente positivo. Ho imparato, nel corso degli anni, a trattarlo - se così si può dire - "alla pari", non attendendomi cioè da lui niente di più di quello che io stessa - volontariamente - avessi deciso di cercare.
    Da questa consapevolezza di "uguaglianza" è scaturito un rapporto di reciproco rispetto, e con esso un equilibrio che mi ha molto giovato per mettere a tacere quella minacciosa "paura del tempo" di cui tu stesso parli (e che spesso è causa del nostro rapporto conflittuale con lo scorrere dei giorni).

    Stammi bene.

    C.

     
  • At 23/10/08 4:09 PM, Anonymous ettorissimo said…

    bellissima scelta " le vent nous portera"
    complimenti
    ettorissimo

     
  • At 23/10/08 9:08 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie caro.

    C.

     

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