akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

28 settembre 2008

860. Quasi letteratura fosse carità



Sulla strada, mettendoci in ascolto,
dentro ogni sera, dentro ogni città,
quasi letteratura fosse carità...

se la parola, che non riesce a dire,
non è la parola, ma la cosa che vive,
nel momento stesso in cui credi d'udire

il richiamo di quei giorni mal vissuti,
o tenuti tali perché erano muti,
mentre vivere senza capire, allora,

pareva fosse un bel morire, come ora
capire senza vivere quel patire
ripete l'esser vissuti e lo scrivere...


Gianni D'Elia
da Sulla riva dell'epoca

4 Comments:

  • At 28/9/08 11:24 PM, Blogger Lapidarius said…

    Cara Clelia,

    non si può non notare - per banale che il rilievo possa essere - che hai un nome davvero molto bello: a prescindere dal fatto che la combinazione di nome e cognome sia stata pianificata o si sia verificata fortuitamente, evoca comunque le belle speranze dell'Europa a mezzo il secolo XIX e, con esse, la memoria di un passato che mi pare assai più civile del presente.

    Saluti e, come sempre, grazie per il prezioso digesto quotidiano di letteratura che infaticabilmente proponi.

    P.

     
  • At 28/9/08 11:48 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Caro P.,

    il merito è tutto di mio padre che, di quelle "speranze" e di quel "passato" di cui parli, non ha mai smesso di testimoniare il valore.

    Io - indegna "tedofora" - sono lieta di perpetuarne il ricordo.

    Ciao.

    C.

     
  • At 29/9/08 7:38 AM, Anonymous Bruno said…

    Custodisco la voce di mio padre
    nella terza ottava del pianoforte.
    Rileggo come il cieco le sue storie,
    quand’essa sorge vaporando
    da un’armonia di legni.

     
  • At 29/9/08 11:37 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Caro, carissimo Bruno,

    credimi, ho sempre considerato la terza ottava un misto di coraggio e tenerezza, ciò che ricorda quel che è stato, ma che in qualche modo apre le porte al molto che ci attende. Un po' come scriveva l'Amatissimo:

    ...quando ancor lungo
    la speme e breve ha la memoria il corso.


    Sempre grazie.

    C.

     

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