akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

18 settembre 2008

854. Partenza (anime che se ne vanno)


In me il tuo ricordo è un fruscìo
solo di velocipedi che vanno
quietamente là dove l'altezza
del meriggio discende
al più fiammante vespero
tra cancelli e case
e sospirosi declivi
di finestre riaperte sull'estate.
Solo, di me, distante
dura un lamento di treni,
d'anime che se ne vanno.

E là leggera te ne vai sul vento,
ti perdi nella sera.


Dicono le ortensie:
- è partita stanotte
e il buio paese s'è racchiuso
dietro la lanterna
che guidava i suoi passi -
dicono anche: - è finita
l'estate, è morta in lei,
e niente ne sapranno i freddi
verdi astri d'autunno -.
Un cane abbaiava all'ora fonda
alla pioggia all'ombra del mulino
e la casa il giardino
si vela di leggera umidità.


Vittorio Sereni
da Frontiera
Ed. di "Corrente", Milano, 1941


7 Comments:

  • At 18/9/08 9:06 AM, Blogger amalteo said…

    l' "effetto-presenza" di quelle ortensie illumina intensamente quel cammino.
    grazie di ricordare un poeta che è stato anche un grande organizzatore di cultura

     
  • At 18/9/08 12:17 PM, Anonymous Anonimo said…

    (fuori dettato)

    Ho conosciuto Sereni a Luino, una sera d’autunno bagnata da una nebbia leggera e l’orizzonte racchiuso lungo i limiti del lago. Conobbi Sereni e Piero Chiara, quella sera. Cenavano insieme i due, nel ristorante che frequentavo dopo un giorno oltrefrontiera.
    Di Sereni ho un ricordo lontano, un pensiero misto al freddo bagnato di quella sera.
    Non avevo letto nulla di Sereni ma la frontiera era il mio mondo e spesso, Prima di cena , per rientrare a casa passavo per Creva
    Amavo quel percorso, … amavo la frontiera e le sue valli e quella gente diventata amica, …..qualche parente di la o di qua della frontiera .

    GSN

     
  • At 18/9/08 6:48 PM, Anonymous  said…

    Le ultime parole prima del silenzio sono come quelle "anime che se ne vanno"...
    Un caro saluto.

     
  • At 19/9/08 11:55 PM, Anonymous Giovenale Nino Sassi said…

    E' strano questo silenzio.

    Sei in viaggio, credo... in Italia.

    Tu non sai, Sereni è il POETA che più amo... e sempre da FRONTIERA mi permetto di aggiungere una sua poesia.
    -----------

    Ecco le voci cadono e gli amici
    sono così distanti
    che un grido è meno
    che un murmure a chiamarli.
    Ma sugli anni ritorna
    il tuo sorriso limpido e funesto
    simile al lago
    che rapisce uomini e barche
    ma colora le nostre mattine.


    Grazie Clelia, GSN

     
  • At 20/9/08 11:56 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Amalteo, grazie a te per l'apprezzamento.

    , ricambio il tuo saluto.

    Nino, ho apprezzato la tua preziosa testimonianza. Sei una persona fortunata, l'incontro con una poeta così profondo deve avere - per forza - dato un nuovo "impulso" alla tua vita, già per altro così ricca.

    C.

     
  • At 21/9/08 12:30 AM, Anonymous Giovenale Nino Sassi said…

    Non sapevo nulla di Sereni.
    Nulla! Vivevo una ''frontiera'' diversa. Ugualmente bella ma diversa dalla sua.

    E infatti scrivevo:

    Passo un’ora prima di cena
    dopo un giorno oltre frontiera.
    Se scendo è buio
    e l’orizzonte inquadrato
    racconta una teoria di luci disperse:
    i confini del lago.

    Il corpo assapora momenti di pace
    ma ogni cosa rientra
    nella solitudine.

    Ci vorrebbe una donna per cambiare il discorso,
    per riempire la casa ed accenderla
    ma laggiù, a quest’ora, dopo un giorno oltre frontiera
    resta solo chi gioca a carte.

    Dovrei uscire per cercare
    ma non escono le donne di famiglia la sera.

    Resta il flipper, il biliardo,
    i soliti che al bar
    raccontano il fatto del giorno.

    Viviamo per andare oltre frontiera
    spinti da un male incurabile:
    il bisogno


    Sono molto legato a questo testo che racconta un periodo importantissimo della mia esistenza.
    ... poi cominciai a leggere Sereni e quell'angolo di lago divenne mio.
    --------

     
  • At 21/9/08 2:52 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Caro Nino, come sempre grazie.

    C.

     

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