akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

13 settembre 2008

850. Piccolo diario svizzero


850.1 Pochi giorni fa è uscito (per volere dell'autore contemporaneamente in Turchia e nei paesi di lingua tedesca) il nuovo libro di Orhan Pamuk dal titolo Museum der Unschuld. Il quotidiano di Zurigo Tages Anzeiger dedica al libro e all'autore un corposo speciale da cui traggo >>>questa bella intervista. Inutile dire che il volume è qui accanto a me, pronto ad allietare (spero) questa lunga serata (già) autunnale.

850.2 Creusez les Alpes, qu'on voie la mer! E' il bellissimo titolo scelto dai responsabili del Museo storico di Losanna per una mostra che narrerà l'epopea del traforo del Sempione che, nel periodo a cavallo tra i due secoli precedenti, collegò in maniera più agevole la Svizzera Romanda all'Italia.
La mostra resterà aperta fino al 25 gennaio del 2009, ma già nei prossimi giorni ho intenzione di attraversare il lago per visitarla.

850.3 Un'altra mostra che non voglio assolutamente perdere è quella di Beat Zoderer inaugurata a fine agosto al Museo Haus Konstruktiv di Zurigo.
Il modo in cui questo artista gioca con il "falso reale" che ci circonda mi ha sempre impressionata, ed è giusto che io omaggi la sua arte e la sua "poetica" con un passaggio attraverso la bella sfera policroma che egli ha posto proprio all'ingresso della sua mostra. [Chi non conoscesse Beat Zoderer, che spesso vive e lavora in Italia, può leggere di lui qualcosa >>>qui].

7 Comments:

  • At 13/9/08 11:59 PM, Blogger Lapidarius said…

    E poi dicono che in Svizzera ci si annoia: ancora una volta beata te, cara Clelia...

     
  • At 14/9/08 12:00 AM, Blogger Lapidarius said…

    P.S.
    ...buona lettura e buona serata!

     
  • At 14/9/08 1:42 AM, Blogger Giovenale Nino Sassi said…

    Verrò in Svizzera, ‘’se andrà tutto bene’’ in primavera. A Zurigo c’è sempre un evento, una mostra, una conferenza, ..c’è sempre e se non c’è restano il lago, gli amici e la voglia di ricordare quello che siamo stati e raccontare ……

    Domani, a Perugia,a Palazzo Baldeschi al Corso, inaugurano una interessantissima mostra. La Phillips Collection di Washington e la Galleria Ricci Oddi di Piacenza si incontrano a Perugia per raccontare una vicenda appassionante che testimonia, grazie ad alcuni straordinari capolavori, l’importanza del collezionismo privato nell’arte moderna e contemporanea. Da Corot a Picasso, da Fattori a De Pisis. C’è Braque, Casorati, De Nittis, Utrillo, Césanne e altri ancora come Manet e Kandinsky.

    Non andrò domani, all’apertura ma più avanti, con calma. L’apertura è per i politici e le signore che vestono bene. La mostra resterà aperta fino al 18 gennaio.

    Approfitto di questo spazio – non saprei come fare altrimenti – per comunicare che nel mio blog c’è un messaggio per Lapidarius che ringrazio … Buona domenica Clelia e Buona vita. E’ un piacere visitare i tuoi blog.
    Sei l'eccellenza ..

     
  • At 14/9/08 2:52 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie Lapidarius.

    La noia è uno stato d'animo e per questo non credo dipenda dai luoghi; comunque quello relativo alla Svizzera è un luogo comune che posso smentire.
    Ne ho le prove.

    °

    Nino, troppo buono.

    Grazie per la bella segnalazione, mi documenterò in Internet sulla mostra.

    Un saluto a entrambi,

    C.

     
  • At 14/9/08 3:57 PM, Blogger V_come_vendemmia said…

    Ciao. ti invito a partecipare ad un sondaggio sulle intercettazioni ed i limiti soggettivi, per la mia tesi di laurea, sito sul blog http://vivalacostituzione.blogspot.com
    a piè di pagina.

    Grazie mille!

     
  • At 14/9/08 6:05 PM, Anonymous ferrugnonudo said…

    Non sono brava a scrivere commenti. Mi mettono a disagio quasi sempre. Cmq anni fa, in occasione di un viaggio piuttosto zingaresco, ho visitato le città della Svizzera tedesca. Devo dire che mi ha sorpresa proprio il fervore culturale e la notevole attenzione per l'arte. Mi ha sopresa non perchè avessi qualche particolare pregiudizio, ma solo per una mia scarsa conoscenza della zona. E' stata un'occasione anche per andare oltre il confine a visitare la cappella di Notre dame-du-haut a Ronchamp di Le Corbusier, studiata all'università e mai compresa realmente. Un viaggio importante di cui ho un bellissimo ricordo. Ciao Clelia.

     
  • At 14/9/08 7:22 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao a te, carissima.

    [Per i commenti nei blog altrui vivo la tua stessa condizione, ma ho molto apprezzato ciò che hai scritto qui - così come apprezzo sempre ciò che scrivi sul tuo ottimo blog].

    Grazie.

    C

     

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