akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

09 settembre 2008

846.Di libri e lettori [8] Cooperativa Shakespeare



Calibano:
Nel pomeriggio, come ti dicevo,
ama dormire: allora lo puoi uccidere:
- ma, prima, cerca di levargli i libri -
tu puoi schiacciargli il cranio con un ceppo,
oppure aprirgli il ventre con un palo,
o tagliargli la gola col coltello.
Prima, ricorda di levargli i libri:
senza libri, è uno sciocco come me,
e non ha un solo spirito al comando.


William Shakesperare
da La tempesta

°

Sono sempre d'avviso
che Shakespeare fosse una cooperativa.
Che per le buffonate si serviva
di cerretani pari a lui nel genio
ma incuranti di tutto fuorché dei soldi.
Non puoi ingoiare troppo la sopravvivenza.
A volte digerisce un plotone, tale altra
distilla poche sillabe e butta un monumento
nel secchio dei rifiuti. Produce come i funghi,
puoi trovarne parecchi tutt'insieme, poi resti
a mani vuote per un giorno intero
o per un anno o un secolo. Dipende.


Eugenio Montale
da Le storie letterarie
in "Quaderno di quattro anni"

°

I post precedenti  sul tema sono:
Tusitala - Per ingigantire la notte - A Pa' - ...si tratta anche di te - Di libri e lettori, 3 - Di libri e lettori, 2 - Di libri e lettori, 1


5 Comments:

  • At 9/9/08 9:37 AM, Blogger Giuliano said…

    A me piace proprio questo, di Shakespeare: la convivenza tra le buffonate e la tragedia e le storie d'amore, proprio come nella vita. Certo, poi Montale ha le sue ragioni: quando vedi o leggi uno Shakespeare per intero, capita di sbuffare. Ma erano altri tempi, va detto.
    E che meraviglia quel finale della Tempesta, i versi con cui Prospero rinuncia alla sua magia...

     
  • At 9/9/08 4:28 PM, Anonymous Luigi said…

    Secondo me il "dipende" della poesia di Montale è geniale. E' come se fosse, di per sé, un'altra poesia.

     
  • At 9/9/08 4:42 PM, Blogger Lapidarius said…

    Cara Clelia,

    da un post di citazioni interpolate perfetto come questo (perfetto persino nella scelta iconografica) in qualche modo mi confermo nell'ipotesi, già proposta nel recente passato, che Clelia Mazzini stessa sia una laboriosa cooperativa d'ingegni.

    O meno banalmente - avanzando un'ipotesi borgesiana - che Clelia Mazzini, la cui esistenza è peraltro inattingibile ai mortali se non attraverso la lettura, sia meno un essere umano singolo che non todos los hombres.

     
  • At 9/9/08 4:56 PM, Blogger Lapidarius said…

    P.S.
    Sia chiaro che non metto in dubbio la tua esistenza personale, Clelia: è che, a tratti, mi pare semplicemente tu abbia delle caratteristiche sovrumane*...



    *(ammetto - come potrebbero pensare i maligni - che questa percezione possa anche essere dovuta a motivi meramente comparativi: ossia, che sia io piuttosto ad avere carateristiche subumane)... :)

     
  • At 9/9/08 5:58 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Giuliano, va da sé che io ho letto in Montale una vena di sottile - ma bonaria - ironia.
    Lui era fatto così, forse potremmo dire che - in questo - aveva qualche tratto vagamente shakespeariano...

    Luigi, concordo. La chiusa è veramente fulminante.

    Lapidarius, lasciamo stare le iperboli e teniamoci la nostra quieta e - per quanto mi riguarda - solitaria normalità (così orazianamente difficile da preservare).

    [Il tuo post scriptum è del tutto inaccettabile - e lo dico consapevole del fatto che la tua "valentia", in questo spazio in cui scrivo adesso, è stata ampiamente dimostrata. Non dico ostentata, bada bene, ma semplicemente e ottimamente dimostrata].

    C.

     

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