akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

02 settembre 2008

841. La lunga estate calda


François Flameng - Elegante au bord de la mer
Sulla bella costa della riviera francese, a metà strada tra Marsiglia e il confine italiano, sorge un albergo rosa, grande e orgoglioso. Palme deferenti ne rinfrescano la facciata rosata, e davanti a esso si stende una breve spiaggia abbagliante. Recentemente è diventato un ritrovo estivo di gente importante e alla moda; dieci anni fa, quando in aprile la clientela inglese andava verso il Nord, era quasi deserto. Ora molte villette vi si raggruppano intorno; ma quando questa storia incomincia, soltanto i tetti di una dozzina di vecchie ville marcivano come ninfee in mezzo ai pini ammassati tra l'Hôtel Des Étrangers di Gausse e Cannes, cinque miglia più in là. [...]
A un chilometro e mezzo dal mare, dove i pini cedono a pioppi polverosi, vi è una stazione ferroviaria isolata, e di qui una mattina di giugno del 1925 una victoria portò una donna e sua figlia all'albergo di Gausse. [...]
Quando il mare e il cielo apparvero ai loro piedi in un una sottile linea accesa, la madre disse:
- Qualcosa mi dice che questo posto mi piacerà. - [...]
All'albergo la ragazza fissò le stanze in un francese idiomatico ma piuttosto scialbo, come qualcosa di ricordato. Quando furono sistemate a pianterreno, si avviò nel bagliore delle finestre a porta e scese di qualche gradino sulla veranda di pietra che cingeva l'albergo. Quando camminava aveva l'andatura di una danzatrice di balletto: non si abbandonava sui fianchi, ma si reggeva sull'ultima vertebra della spina dorsale. Fuori la luce calda accorciò la sua ombra, e lei si ritirò: c'era troppo riverbero per poter vedere. Cinquanta metri più in là, il Mediterraneo rendeva minuto per minuto i suoi pigmenti alla brutale luce del sole: sotto la balaustra una Buich coperta di polvere cuoceva sul viale dell'albergo. [...]
La spiaggia era popolata soltanto da un'avanguardia di bambini quando Nicole e la sorella arrivarono quel mattino. Un sole bianco che si esauriva all'orizzonte di un bianco cielo splendeva su un giorno afoso. I camerieri stavano portando altro ghiaccio nel bar; un fotografo americano dell'Associated Press stava prendendo fotografie in un'ombra precaria e alzava rapidamente lo sguardo a ogni passo scendendo i gradini di pietra. Nell'albergo i suoi futuri soggetti dormivano fino a tardi nelle stanze oscurate, sul loro recente sonnifero dell'alba...

Francis Scott Fitzgerald
da Tenera è la notte

°

Sapore d'avana
ha settembre
e spessore
di fustagno.
Il fieno odora
di donna
e il cielo
di guanti nuovi.


Raffaele Carrieri
Settembre
da "Lamento del gabelliere"
ed. Toninelli, Milano, 1945


8 Comments:

  • At 2/9/08 3:49 PM, Anonymous Domenico Fina said…

    A proposito di "etichette inequivocaboli" Pontiggia ha scritto che oggi Dostoevskij avrebbe dovuto intitolare un suo romanzo non "Delitto e castigo" ma
    "Delitto e riabilitazione", perché il castigo non lo intende oramai più nessuno, e il castigo a cui allude Pontiggia non è l'andare dietro la lavagna dello scolaretto ma è quello che ognuno di noi, da solo, assegna a se stesso.

    Ciao, cara super Clelia

    ...non stare troppo "dalla parte del silenzio" ogni tanto assegnati il castigo di ascoltare Bruno Vespa in tv.

     
  • At 2/9/08 5:25 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Letto così il tuo post scriptum sembra quasi adombrare l'idea che stare "dalla parte del silenzio" sia un delitto...

    A parte gli scherzi direi che - qualsiasi sia il "delitto" di cui mi sia macchiata - il tuo castigo è francamente irricevibile.

    Ne attendo un altro che tenga conto dei precetti di Beccaria...

    A presto.

    C.

     
  • At 4/9/08 2:01 AM, Anonymous Anonimo said…

    Immensa Clelia...Non serve il Marchese Beccaria, .... ti difendo io da Vespa.
    GSN

     
  • At 4/9/08 6:40 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie Nino.

    C.

     
  • At 4/9/08 7:48 PM, Anonymous Luigi said…

    Fiztgerald mi provoca sempre qualche brivido, seguito inevitabilmente da numerosi squarci interiori.

     
  • At 5/9/08 9:28 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Non sei il solo a provare simili "brividi" [il capitolo finale di "Tenera è la notte" è - in questo senso - formidabile).

    Ciao.

    C.

     
  • At 7/9/08 10:00 PM, Anonymous sabrinamanca said…

    a proposito di Fitzgerald, c'è un libro delizioso "alabama song" che ha vinto il Goncourt lo scorso anno. E' Zelda, una Zelda interpretata da Gilles Leroy, che racconta la sua vita con Scott. E' davvero un bel libro. Buona notte

     
  • At 7/9/08 11:26 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Cara Sabrina, grazie per la tua preziosa segnalazione.

    Un saluto affettuoso,

    C.

     

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