akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

21 agosto 2008

826. Neppure la prossima notte



...sine dilatione omne gaudium haurite: nihil de hodierna nocte promittitur. Nimis magnam advocationem dedi: nihil de hac hora. Festinandum est, instatur a tergo: iam disicietur iste comitatus, iam contubernia ista sublato clamore solventur...

L. Annei Senecae
Ad Marciam, de consolatione, X, 4

°

[..assaporate senza indugio ogni gioia. Non ci è assicurata neppure la prossima notte, anzi, vi ho dato un termine troppo lungo: neppure l'ora presente. Bisogna affrettarsi, siamo incalzati alle spalle: questa compagnia sarà presto dispersa, questo gruppo sparirà tra un levarsi di grida...]

7 Comments:

  • At 21/8/08 4:38 AM, Blogger Lapidarius said…

    Cara Clelia,

    c'è qualche correlazione, per caso, tra il frammento riportato da Seneca, e la paura di Paris Trout (la cui ombra è evocata dalla recensione dello Spiegel Online che hai linkato) di morire ucciso da un momento all'altro, e in particolare durante la notte?*



    *(...e per giunta con la bizzarra dinamica di un colpo d'arma da fuoco sparato da qualcuno nascosto sotto il letto: il che, altrettanto bizzarramente, gli suggerisce l'insolita soluzione di blindare il giaciglio con una lastra di piombo posta sotto il materasso...)

     
  • At 21/8/08 11:42 AM, Anonymous Elena said…

    Carissima Clelia,

    in questo periodo decisamente travagliato (in particolare dal punto di vista emozionale), rendo mia questa riflessione....

    Non ho mai smesso di leggerti....ma quando si pensa di non poter aggiungere nulla a ciò che è stato detto, credo sia meglio il silenzio...
    (che non implica indifferenza, tutt'altro)

    Un abbraccio

    E.

     
  • At 21/8/08 12:23 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Lapidarius, no, nessuna correlazione apparente, mi pare.

    Elena carissima, la tua è una regola aurea che, come sai, ho fatto mia da tempo (e che mi porta per questo a commentare rarissimamente nei blog altrui).

    Per il resto, un pensiero affettuoso per te.

    C.

     
  • At 21/8/08 9:48 PM, Anonymous Bruno said…

    … Et ideo ad fontem tuam feracem ante omnia venire properamus ut ad ultimum afflatus atque antiquas fascinationes uno potu hauriamus et uno tempore nonnullum animi nostri vestigium faciamus. Nam illo modo etsi dispersi hodie, cras agnoscere nos in alio loco fortuito potuerimus …
    Et tamen nunc dilabendum est.[*]

    Bruni
    De itinere gemello

    [*]…Ed è proprio per questo che accorriamo alla tua fonte feconda prima di ogni cosa per poter bere fino all’ultimo in un sorso ispirazioni e suggestioni antiche, lasciando al contempo qualche leggera impronta del nostro pensiero. Così infatti, pur se oggi dispersi, ci potremo riconoscere un domani in un altrove inatteso …
    Eppure, proprio ora, è tempo di sparire.

     
  • At 21/8/08 11:48 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao "gemello", c'è sempre una grande originalità sotto la patina degli antichi idiomi, non c'è che dire.

    L'ultima frase, poi, sembra di sentirla pronunciare da un Roy Batty (non qualsiasi) capitato sul confine germanico alla fine del III secolo...

    Stammi bene (là, vicino alle porte di Tannhäuser...), e quando torni, se torni, non mancare all'appuntamento.

    C.

     
  • At 23/8/08 12:15 AM, Blogger amalteo said…

    una variante di uno dei tuoi temi costanti.
    ne potrebbe venire fuori una sinfonia di testi

     
  • At 23/8/08 1:36 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Hai ragione.

    Bella l'idea della "sinfonia dei testi".

    C.

     

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