akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

11 agosto 2008

814. Di anima, scienza e amore


814.1 Come mai Platone descrive talvolta in termini assolutamente negativi (carcere, tomba) e talvolta in termini provvidenziali (nel Timeo) la discesa dell'anima nel corpo? Insomma, il fatto che l'anima entri in un corpo, ed esperisca la mutevolezza del divenire, è un bene o un male? [Maria Bettetini]

814.1.2 ...L'anima umana è così un'identità mutevole; essa si fa sempre altra senza diventare mai altro: è appunto un Sé che cambia. [Carlos Steel]

814.2 Per decenni vuoi da Destra vuoi da Sinistra, la scienza è stata presentata come una malefica impresa volta al dominio e alla distruzione del mondo; da qui si è auspicato - di volta in volta - una rinascita del pensiero magico, della civiltà contadina, si sono persino riprese tutte le vecchie favole del "primitivismo"... [Paolo Rossi]

814.3 Solo chi non ha pace può darla (perché) amare non è ragionare, non è credere, non è contrattare il possibile o azzardare l'ignoto. Amare è invocare fisicamente tutto l'essere per una goccia di vita.
Così sia, / amore, così sia, perché sale / veleggiando tra i crespi il funerale / della povera via: / amore, così sia, perché vale / rapinarla, la gioia, dove sia. [Alfonso Gatto]

8 Comments:

  • At 11/8/08 5:05 PM, Anonymous Anonimo said…

    ...in realtà Platone il sabato sera approcciava le più carine (e sbronze) delle giovani ateniesi presentandosi come un'anima iperuranica che voleva entrare nel loro corpo semplicemente per esperire la mutevolezza del divenire..beh talvolta gli andava bene, talvolta gli andava male!
    Per questo, pur definendo il rapporto idee-cose (anima-corpo) attraverso i concetti di mimesi, metessi e parusia, Platone rimarrà sull'argomento incerto e oscillante.

     
  • At 11/8/08 6:49 PM, Blogger Giuliano said…

    L'unico brano di Platone che conosco bene è quello in "La Repubblica" del soldato che muore e vede cosa succede nell'aldilà; il tutto descritto nei minimi dettagli, perché poi il soldato viene rispedito tra i viventi e racconta la sua esperienza.
    Forse ne hai già parlato, cara Clelia.

     
  • At 11/8/08 7:22 PM, Blogger Lapidarius said…

    Caro Giuliano,

    il brano che menzioni si trova nell'ultimo terzo dell'ultimo dei dieci libri dell'opera.
    Se ne hai l'occasione, il tempo e se, naturalmente, me ne dai licenza, mi prenderei la libertà di suggerirti caldamente di leggere il resto del testo: se ti fidi della mia opinione (e non solo mia peraltro) posso assicurarti che contiene cose assai più memorabili delle vicende ultraterrene, ancorché significative, di Er.

     
  • At 11/8/08 8:16 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao Giuliano, di Platone ho molto scritto e detto in questo diario (e se digiti il suo nome nel box di ricerca in alto lo vedrai), non mi pare però di aver mai affrontato il brano che citi. O magari l'ho fatto in alètheia (dovrei guardare), ma qui proprio non mi pare.

    Concordo con l'esortazione di Lapidarium e ne approfitto per salutarlo.

    C.

     
  • At 12/8/08 4:10 PM, Blogger mazapegul said…

    Tra i pochissimi libri letti di recente c'è quello, impegnativo e importante, di Paolo Rossi. In esso descrive come la scienza moderna emerga e si stabilizzi nei suoi pilastri da un fermento tutt'altro che unitario e coerente. Mi par di ricordare che emerga su tutti, persino sul gigantesco Newton, il nostro Galileo. Al punto da prendere, per amore dei principi scientifici, qualche importante svarione (la sua teoria delle maree, per esempio, avendo lui rifiutato come metafisica la possibilità che la Luna avesse un efetto sui fenomeni della fisica terrestre).
    Nello stesso libro si mostra come idee fondamentali della nostra visione del mondo (l'universo illimitato, per esempio) sorgessero (con Bruno) in ambienti lontanissimi dalla pratica scientfica (ma curiosi dei progressi della scienza).

     
  • At 13/8/08 11:20 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ottima sintesi "interpretativa", mazapegul.

    Grazie.

    C.

     
  • At 14/8/08 3:44 PM, Blogger mazapegul said…

    Del libro, cara Clelia, mi aveva affascinato la genesi di quei concetti-chiave (contenuti della scienza, più che petizioni di metodo) che sono entrati nella comune percezione del mondo: l'universo illimitato (e infinito, ma c'è la relatività generale in agguato), la spaventevole età delle rocce e la lenta inesorabilità dei diversi processi di erosione, il fatto che ogni forma di vita animale (e non solo) procede da una forma di vita simile (Redi)... E la classificazione linneana, senza cui nessuna scienza dell'evoluzione sarebbe stato possibile, ma che a sua volta -a posteriori- pare impresa poco giustificata in assenza di una teoria evoluzionista alle spalle (Linneo, infatti, cercava di scoprire -se ben ricordo- il "metodo di Dio" nella creazione).
    Saluti,
    Màz
    PS Complimenti ancora (e ringraziamenti da lettore) per questo tuo intenso zibaldone.

     
  • At 14/8/08 6:10 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie ancora per i complimenti e - soprattutto - per l'attenzione.

    A presto.

    C.

     

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