akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

04 agosto 2008

807. Partenza



Il giovane, che lasciava il suo paese per incontrare l'avventura della vita, cominciò a pensare, ma non pensò a cose grandi o drammatiche. Cose come la morte di sua madre, la sua partenza da Winesburg, l'incertezza della sua vita futura in città, gli aspetti seri e vasti della sua esistenza, non gli vennero in mente. Egli pensò a piccole cose, a Turk Smollet che trasportava sulla carriola le sue tavole, in una mattina di Winesburg, ad una donna alta, elegantissima, che aveva passato una notte nell'albergo di suo padre, a Butch Wheeler il lampionaio di Winesburg, che si affrettava per strada in una sera d'estate, stringendo una torcia in mano, a Helen White dietro la finestra dell'ufficio postale di Winesburg che incollava un francobollo su una busta. La mente di quel ragazzo era trasportata via dalla crescente passione per i sogni. A chi lo guardava non sarebbe apparso particolarmente sveglio. Con la mente occupata nel ricordo di queste piccole cose, chiuse gli occhi e si appoggiò allo schienale. Restò così per un bel pezzo e quando si drizzò e guardò di nuovo fuori dal finestrino, Winesburg, il suo paese, era sparito e la sua vita là era diventata soltanto uno scenario sul quale dipingere i sogni della sua giovinezza.

Sherwood Anderson
da Winesburg, Ohio


4 Comments:

  • At 5/8/08 9:20 AM, Blogger Giuliano said…

    Non conosco Sherwood Anderson, ma sembra quasi di iniziare a leggere Amerika di Kafka.
    E' una situazione comune: si è molto giovane, si parte per non si sa dove e senza esperienza, ed è molto facile passare per stupido.

     
  • At 5/8/08 10:51 AM, Blogger Lapidarius said…

    Beh, Giuliano, questa è la conclusione dell'ultimo dei racconti di "Winesburg, Ohio" e tre paragrafi prima del testo trascritto il padre di George (il giovane protagonista) gli raccomanda, per l'appunto, di star sveglio e sul chi vive in città e di non dar da pensare a nessuno che è un novellino di campagna.

    Non sappiamo come George possa essersi comportato poiché il racconto termina lì, ma l'autore ci suggerisce che già sul treno - rapito dai sogni - non sembrava essere come il padre gli aveva suggerito.

     
  • At 5/8/08 11:59 AM, Blogger Giuliano said…

    Bene! Grazie a tutti, ecco un buon suggerimento di lettura.
    D'improvviso Sherwood Anderson non è più solo un nome.

     
  • At 5/8/08 12:18 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Benvenuto a Lapidarius, di cui sottoscrivo il commento, e benvenuto anche a Giuliano, intendo nel novero dei lettori di Sherwood Anderson (e non dimenticare di tenere a portata di mano l'Antologia di Spoon River, ché durante la lettura di "Winesburg, Ohio" ti verrà voglia di darle una sbirciatina).

    Facci sapere.

    C.

     

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