akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

07 giugno 2008

757.

Sogni continui.
Incerti, a tratti incomprensibili.
Notti limpide di (volontaria) veglia, quasi lucreziane (...sed tua me virtus tamen et sperata voluptas / suavis amicitiae quemvis sufferre laborem / suadet et inducit noctes vigilare serenas...).
Mattini incauti (e forse inutili) trascorsi nell'incoscienza.
I risvegli sono discreti, e se hanno una colpa è quella di non durare (quando eri tu il mio "soprapensiero" inseguivo le tue ombre lunghissime che sapevano di lontananza, ora non ho che da guardare i platani che - chissà perché - ovunque vada diventano il mio orizzonte).
A mattino inoltrato, un fischio come di sirena mi ha risvegliata prima e scossa poi una seconda volta. Veniva da un battello a lago ma a me è parso l'ignoto che perseguimmo assieme e che ora ritorna, a volte, quando osservo le vene chiare delle mie mani farsi più marcate.
Come vedi, nella quiete dei giorni rimasti mi basta un nulla per raccoglierti e andare incontro al mio domani.


757.1
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
ma se ti volgi e guardi
nubi nel grigio
esprimono le fonti dietro te,
le montagne nel ghiaccio s'inazzurrano.
Opaca un'onda mormorò
chiamandoti: ma ferma - ora
nel ghiaccio s'increspò
poi che ti volgi
e guardi
la svelata bellezza dell'inverno.

Armoniosi aspetti sorgono
in fissità, nel gelo: ed hai
un gesto vago
come di fronte a chi ti sorridesse
di sotto un lago di calma,
mentre ulula il tuo battello lontano
laggiù, dove s'addensano le nebbie.

Vittorio Sereni
Inverno


757.2
...Una poesia che principii con un segno di interpunzione indicante "sospensione" e con una particella del discorso ("ma", al primo verso) che indica, grammaticalmente, opposizione, ed è per di più priva della maiuscola iniziale, si apre in effetti con un falso, un non-inizio: propriamente appare come, forse in altro luogo forse in altra forma, già iniziata. Tanto da indurci a considerare questo come una sorta di cominciamento senza origine; che come tale ricade, per deliberata scelta dell'autore, rafforzata da una intenzione costruttiva in chiave retrospettiva, su tutta la vicenda poetica sereniana.

Renato Nisticò
Nostalgia di presenze

757.3
Cominciare un libro di poesie, e quindi ora l'intero corpus poetico, con un verso fatto di punti di sospensione non è una piccola novità, è una piccola audacia...

Giacomo Magrini
Sereni, la sua poesia di movimento
in Per Vittorio Sereni. Convegno di poeti,
Luino 25-26 maggio 1991

Ed. Scheiwiller, 1991

6 Comments:

  • At 8/6/08 3:10 PM, Anonymous aitan said…

    ...ma?
    sarà...

     
  • At 8/6/08 3:10 PM, Anonymous aitan said…

    ...ma?
    sarà...

     
  • At 10/6/08 8:07 AM, Anonymous sabrinamanca said…

    Prima di venire a trovarti trattengo sempre il respiro per qualche istante. La disturberò? mi chiedo.
    Tale è l'intimità che emana dal tuo blog, un'intimità ambigua,la maggior parte delle volte mediata, ma più raramente diretta come un pugno nello stomaco (come il post 752).
    Mi domando chi sei, mi diverto a tentare di decodificarti: è un utile esercizio per la mia intelligenza. Infinitamente più divertente del test nintendo.
    Buona giornata svizzera.
    :)

     
  • At 10/6/08 11:24 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Sei gentile, Sabrina, e le tue parole "certificano" che questo tuo modo di essere è naturale (e questo sì non mediato).

    Ciò che ti chiedi fa parte spesso anche dei miei pensieri, e forse è questo blog stesso la risposta.

    Mi piace pensare che questo luogo sia uno specchio, dove persone sensibili come te possano contemplarsi e, anche solo per un attimo, lasciare la loro immagine qui, accanto alla mia.

    A presto,

    C.

     
  • At 10/6/08 8:14 PM, Blogger amalteo said…

    sì.
    uno specchio.
    lampi nello specchio.
    talvolta mi vedo dentro.
    più spesso no.
    ma quel "talvolta" ha grande valore

     
  • At 10/6/08 9:44 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Lo specchio è un'idea che mi segue da un po', e grazie a Sabrina e a te, Amalteo, la svilupperò in un prossimo post.

    A modo mio, naturalmente.

    C.

     

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