akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

04 giugno 2008

754.

Sento un gran parlare di vita e di come promuoverla, valorizzarla e difenderla "fino dal concepimento", e allora ripenso al genio di Robert Louis Stevenson che fa dire a James Durie, protagonista del suo bellissimo romanzo The Master of Ballantrae, le seguenti parole:

La vita in sé non vale niente, mentre conta moltissimo il vivere.

E non mi si venga a dire che non si coglie la (fondamentale) differenza.

754.1

Quando a meridione intravedi la fiamma chiara
dei versi ballare sulle ceneri dei morti,
ricorda figlio caro.
Ricorda

tutti coloro che un giorno
decisero di seminare qui i loro dialoghi
immaginando di veder fiorire le piante del futuro.

Peter Huchel
da Chausseen, Chausseen
S. Fischer Verlag, Frankfurt am Main, 1970


7 Comments:

  • At 4/6/08 10:18 AM, Blogger amalteo said…

    ottimo quasto punto di vista di stevenson.
    differenza fra " vita" e "vivere" .
    la vità c'è: come se fosse un dato statico e grezzo.
    ma è il vivere che ne costituisce la parte attiva.
    intersoggettività fra vita e vivere.
    pensiero forte.
    grazie

     
  • At 4/6/08 10:53 AM, Blogger Giuliano said…

    Era ora, un po' di Stevenson ci voleva. Tra i grandi filosofi, è il mio preferito in assoluto.
    Forse da questo punto di vista il più bello è "Il principe Otto"; ma hai presente quando il ragazzo rapito rischia di morire perché non ha capito che l'isola su cui è naufragato è vicinissima alla costa? Fa dei segnali a una barca che vede arrivare, ma i pescatori non capiscono che cosa vuole, proprio perché andarsene dall'isola è facilissimo, non serve nemmeno nuotare...

     
  • At 4/6/08 12:00 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao Amalteo, grazie a te per le puntualizzazioni ottimamente esplicative.

    Caro Giuliano, concordo sulla "potenza filosofica" di Stevenson e mi compiaccio per il sapido esempio che mi pare possa fungere da ottimo corollario.

    C.

     
  • At 4/6/08 4:57 PM, Blogger Gioacchino said…

    Ciao, Clelia... Ma ammettendo che si riesca scorgere nella nebulosa dei sensi e delle necessità sia fisiologiche che psicologiche la differenza tra il vivere e la vita, cosa fare se l'uno e l'altra appaiono inconciliabili, come se il vivere fosse poco più che una mistificazione e la vita una serie di gesti automatici privi di poesia, fantasia, grandezza? Io non giurerei che la vita sia più importante del vivere, nè che possegga, in sé, tanta meravigliosa apparenza da lasciare stupefatti per le sue manifestazioni. I sentimenti che la vita può suscitare fanno parte del vivere. Ma tale possibilità risiede anche nelle condizioni in cui per certuni la vita si manifesta. Non a tutti è dato scrollarsi di dosso il peso della realtà, o forse sì, con la menzogna. E si chiude così di nuovo il sipario sul diritto/dovere di discernere il vero dal falso, il bene dal male. Purtroppo, per quanto inevitabile per alcuni, la distinzione di Stevenson non è di grande aiuto quando non si riescono a trovare vie per uscire dallo stallo del pessimismo. Grazie come sempre per gli spunti bellissimi che mi offri.

    Gioacchino

     
  • At 4/6/08 9:11 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Gioacchino caro, credo che il "fuoco" del problema sia nello stabilire come concepiamo la parola vivere. Se la assumiamo cioè come sostantivo ("il vivere") oppure come forma verbale. E' molto importante infatti stabilire non tanto quanto la vita (che in sé è quasi un sinonimo "del vivere") possa influire su di noi, ma quanto vivere (attivamente, decisionalmente, incondizionatamente) aiuti a trainare verso altri lidi il "lato oscuro della vita" (quello che rischia cioè di essere frenato - o addirittura inibito - dal tuo pessimismo, per esempio, o dal mio scetticismo).
    Seneca è abbastanza chiaro su questo, quando pone in rapporto la vita non con la morte (che per lui non è che l'altra faccia della nascita) ma con l'eternità che per l'uomo si chiama semplicemente "memoria" (negli altri, degli altri, ecc.).

    Grazie a te. Stammi bene.

    C.

     
  • At 5/6/08 12:51 AM, Blogger Giovenale Nino Sassi said…

    è un blog molto interessante.
    Vorrei entrare in contatto con te... se possibile.
    Buona giornata

    http://giovenaleninosassi.blogspot.com/

    giovenalesassi@yahoo.it

     
  • At 5/6/08 2:44 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao Nino, come ho scritto altre volte qui nei commenti, non corrispondo privatamente.
    Grazie dell'apprezzamento, ho annotato il tuo blog nel mio reader e lo seguirò ben volentieri.
    Ricambio il buon auspicio.

    C.

     

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