akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

29 maggio 2008

749.

Non dobbiamo sorprenderci di alcun evento sgradevole, cui siamo peraltro destinati sin dalla nascita; non dobbiamo lamentarcene in quanto le condizioni prima o poi saranno uguali per tutti. Dico proprio così: uguali per tutti. Infatti un uomo potrebbe subire domani ciò che oggi infligge agli altri. Tu pensa solo all'equità del diritto, perché una legge, per essere efficace, deve essere uguale per tutti, non solo per i deboli.

749.2
Cosa è successo nel mondo dopo la guerra e il dopoguerra? La normalità
Già, la normalità. Nello stato di normalità non ci si guarda intorno, si presenta come "normale", privo della eccitazione e dell'emozione degli anni di emergenza. L'uomo tende ad addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l'abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è. E' allora che va creato, artificialmente, uno stato di emergenza...

Pier Paolo Pasolini
dal trattamento preliminare per il film di montaggio intitolato La rabbia (rimasto praticamente inedito). Ora in Le belle bandiere .

11 Comments:

  • At 29/5/08 9:21 AM, Anonymous mariobianco said…

    cara Clelia, non ho tempo di leggere tutto, sono di "scapùn",
    però sono rimasto fulminato da quel cristo di viandante con la valigetta che somiglia a Lenin alle porte del Purgatorio..
    è una foto straordinaria,
    come tutte 'ste seppiate che metti tu, qui,
    poi leggo il resto

     
  • At 29/5/08 12:52 PM, Anonymous Piero said…

    Gentile Clelia,

    hai scritto:
    [Se ripassi lascia qualche traccia di te - leggendo magari cosa c'è scritto qui sotto (nel box dei commenti)].

    Devo dire che, dato il tuo cortese invito, ho effettivamente letto quanto scritto qui sotto nel box dei commenti, ma mi sono reso conto che delle quattro opzioni, scartata quella anonima, l'unica mediante la quale posso lasciare qualche traccia di me è solo "Nome/URL".

    Non possiedo infatti né una identità come "Google/Blogger" né una "Open ID". Peraltro, anche con l'opzione Nome/URL, già da me usata in precedenza, avrei lasciato ben poca traccia di me senza un qualche ulteriore provvedimento.

    Per quanto riguarda il nome, posso dire che sono omonimo (ma non parente) di un amico e poeta di quella Cristina Campo che hai menzionato più volte nei tuoi scritti sia qui su akatalēpsía, che in precedenza su alètheia.

    Per quanto riguarda l'URL devo con vergogna confessare che non ne ho mai avuto una: rendendomi conto della gravità della mancanza, ho cercato come ho potuto di porvi tempestivo rimedio.

    P.

     
  • At 29/5/08 1:17 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao Mario, non c'è fretta, purtroppo gli argomenti trattati nel post non passano via tanto facilmente...

    Grazie, Piero, in effetti il mio dubbio era relativo solo al fatto che tu inserissi correttamente l'url sotto al nome. In questa piattaforma infatti, per rendere attivo il link sotto al nome (o al nick) è necessario digitare per esteso l'url, comprensivo cioè dell'http:// iniziale.

    Sono lieta di poter inserire "Lettere da Cabo Blanco" nel mio reader.

    A presto.

    C.

     
  • At 29/5/08 3:28 PM, Anonymous Anonimo said…

    Salve, Clelia.

    Passo, leggo, medito, cerco di capire cosa stai cercando di dire e di fare, ripasso, rileggo, rimedito - e infine penso: "Clelia ricorda Pasolini ma si dimentica di Gennariello." Perché?

    Pasquale
    www.fulminiesaette.it

     
  • At 29/5/08 5:54 PM, Anonymous Domenico Fina said…

    Mi piacerebbe sapere come si è giunti alla decisione di scrivere nei tribunali "La legge è uguale per tutti"; ciò che è ovvio ed elementare non va scritto, avete mai letto "la gravità è uguale per tutti" ?

    Allora scriviamo nelle officine meccaniche: le riparazioni sono uguali per tutti, oppure nelle pizzerie i pezzi di pizza sono uguali per tutti; la cosa farebbe sorridere perché il meccanico e il pizzaiolo sanno che è così e non lo scrivono, anche gli "addetti" al diritto sanno che la giustizia è uguale per tutti ma lo scrivono perché la solennità del rito nei tribunali ha un'importanza fondamentale. Quella scritta è come la formula del giuramento ed è come un collo di ermellino, si giustifica solo all'interno di un'aula giudiziaria.
    E chi è del mestiere - sono certo -non ammette ironia.

    ...Eppure ha un suo lato gaddesco

     
  • At 29/5/08 8:52 PM, Anonymous Piero said…

    Domenico ha scritto:

    Mi piacerebbe sapere come si è giunti alla decisione di scrivere nei tribunali "La legge è uguale per tutti"...

    Ci si è giunti nel 1948 in forza di una serie di Disposizioni Circolari del Ministero di Grazia e Giustizia, variamente novellate ed ulteriormente successivamente integrate, emesse a seguito dell'abrogazione della normativa antevigente, risalente al 1924 e promulgata a mezzo di Regio Decreto, in cui si disponeva che nelle Aule di Giustizia dovessero essere sempre esposti:
    1) la bandiera italiana tricolore con stemma sabaudo;
    2) il ritratto del Re;
    Con successive circolari del Ministero di Grazia e Giustizia furono altresì impartite disposizione per l'esposizione:
    3) del crocifisso (1926);
    4) del ritratto del capo del governo (1928);
    5) del fascio littorio (1928).

    Si ritenne quindi di sostituire i sopraddetti simboli (tranne il crocifisso) con due iscrizioni: la prima, una sorta di estrapolazione del primo comma dell'articolo 3 della Costituzione (condensato in "La legge è uguale per tutti", per l'appunto); la seconda, una trascrizione dell'intero primo comma dell'articolo 101 della medesima costituzione ("La legge è amministrata in nome del popolo")

    Domenico ha anche aggiunto:

    ciò che è ovvio ed elementare non va scritto...

    Beh, il fatto è che l'intero funzionamento della macchina giudiziaria mostra che ovvio ed elementare non lo è affatto, specie all'atto del tentativo di declinare l'elevato principio nella pratica...

     
  • At 29/5/08 8:54 PM, Anonymous Piero said…

    Corrige:
    dove è scritto:
    "La legge è amministrata in nome del popolo"
    si legga:
    "La giustizia è amministrata in nome del popolo"

     
  • At 29/5/08 9:08 PM, Anonymous Piero said…

    Clelia ha scritto:
    Sono lieta di poter inserire "Lettere da Cabo Blanco" nel mio reader.

    Cara Clelia,
    ti ringrazio e, devo dire, mi confondi; e un po' mi spaventi, anche: credo infatti ti renderai conto che il tuo blog - per dirla andando a ripescare Cicerone - a scribendo deterruit (e lascio il perfetto gnomico).

     
  • At 29/5/08 9:27 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Per tutti:

    La macchina del “Clarion” di Spoon River venne distrutta,
    e io incatramato e impiumato,
    per aver pubblicato questo, il giorno che gli anarchici furono impiccati a Chicago:

    “Io vidi una donna bellissima, con gli occhi bendati
    ritta sui gradini di un tempio marmoreo.
    Una gran folla le passava dinanzi,
    alzando al suo volto il volto implorante.
    Nella sinistra impugnava una spada.
    Brandiva questa spada,
    colpendo ora un bimbo, ora un operaio,
    ora una donna che tentava ritrarsi, ora un folle.
    Nella destra teneva una bilancia;
    nella bilancia venivano gettate monete d’oro
    da coloro che schivavano i colpi di spada.
    Un uomo in toga nera lesse da un manoscritto:
    ‘Non guarda in faccia a nessuno’.
    Poi un giovane col berretto rosso
    balzò al suo fianco e le strappò la benda.
    Ed ecco, le ciglia eran tutte corrose
    sulle palpebre marce;
    le pupille bruciate da un muco latteo;
    la follia di un’anima morente
    le era scritta sul volto.
    Ma la folla vide perché portava la benda”.


    Epitaffio di Carl Hamblin di Edgar Lee Masters
    [Versione dall'inglese di Fernanda Pivano]

    Grazie per le domande, per le risposte e per gli spunti di approfondimento.

    C.

     
  • At 30/5/08 7:04 PM, Anonymous Domenico Fina said…

    Grazie Piero per la spiegazione.

    Aggiungo soltanto che quando si arriva a dover scrivere "la legge è uguale per tutti" potrebbe essere già tardi, pertanto chi non crede alla ovvietà della frase tende a sorridere, chi ci crede vorrebbe invece cancellarla...

     
  • At 31/5/08 1:25 PM, Anonymous Piero said…

    Caro Domenico,

    io in tutta franchezza devo confessarti che non appartengo né alla categoria di coloro che tendono a sorridere dinanzi all'iscrizione, né a quella di coloro che vorrebbero cancellarla, bensì appartengo ad una terza: per me la frase può stare, ma non mi fa affatto sorridere.

    Se avessi dovuto scegliere io l'epigrafe avrei pescato dal sempre attuale Cicerone (ad esempio "Summum ius, summa iniuria", anche se l'apoftegma è tanto vero quanto agghiacciante) o meglio ancora da Tacito "Non mos, non ius".

    Ecco, sì, credo che fosse per me farei apporre un'iscrizione lapidaria

    NON MOS
    NON IVS

    che si presta a molte e significative interpretazioni.

     

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