akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

28 maggio 2008

748.

Le margherite sono per noi un approccio al possibile / nell'eventualità che un giorno / decidiamo di imparare / (per esempio cosa significhi stare al mondo). / Lo penso davvero / mentre da un margine all'altro / attraverso d'estate un campo fiorito. / Il tordo scherzoso mi deride / come uno che sa già tutto o almeno / che sa abbastanza del mondo per essere felice. / Il suo canto nasce spontaneo / e mi assale, di colpo, con milioni di domande. /Poi d'imporvviso il suo trillare diventa selvaggio, / caustico e tenero al contempo, incessante / e io non ho più quiete, né risposte. / Ai miei piedi i petali bianchi delle margherite / sono caduti, e sugli steli non sono rimasti che i capolini, / come cuori che parlano al mio cuore. / Non hanno torto quando mi dicono / che il cielo porta in sé tutto il possibile / permettendomi di vedere finalmente la felicità / laddove il sole non illumina altro che prati. / Penso questo mentre allungo una mano non per scegliere, ma semplicemente per toccare e sentire / quanto questo campo sconfinato sia giusto per le margherite, / e quanto lo siano le margherite per questo campo.


748.1
Sui ritorni - argomento a me caro - non c'è in fondo molto altro da dire.

748.2
Antigone mi ha costretta, fin dall'adolescenza, a rendermi conto di quanto siano importanti le leggi "non scritte" (che non potranno comunque mai superare quelle codificate, ma che sono piuttosto un "valore aggiunto" che pesca nel mare magnum - in verità non sempre limpido - dell'etica).

748.3
Qualche amico in passato ha avuto da ridire sul fatto che la mia vita "corrente" fosse troppo orientata a dei valori "arcaici", questo vista la mia viscerale attrazione per il mondo classico.
Era gioco facile per me rispondere che mi trovavo in ottima compagnia: il buon Petrarca, per esempio, parlava di sé come simul ante retroque prospiciens (Memorie, I 19,4).
Detto questo, la cosa finiva lì.

748.4
...dall'orlo estremo di qualche età sepolta.