akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

15 maggio 2008

738.


Il suo ultimo giorno, dopo aver chiesto ripetutamente se fuori vi fosse agitazione per causa sua, preso uno specchio, diede ordine di pettinarlo [...] e fatti entrare gli amici, chiese se, a loro parere, avesse ben recitato la commedia della vita, e soggiunse anche la consueta formula finale:

"Ora, se tutto vi piace in questo scherzo,
fate un applauso, fate, orsù, gran festa..."

Poi, congedati tutti [...] spirò improvvisamente tra i baci di Livia, dicendo queste parole: "Livia, vivi nel ricordo del nostro grande amore. Addio". Ed ebbe così una fine dolce, come sempre aveva desiderato.
Infatti, ogni volta che aveva sentito dire di qualcuno che era morto rapidamente e senza soffrire, augurava a sé e ai suoi una simile eutanasía¹, com'era solito chiamarla.

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¹ εύθανασíαν, in greco nel testo originale

°

Come si svolge un'opera teatrale, così procede la vita: non importa la lunghezza, ma la qualità della rappresentazione. Non conta un bel niente dove concluderai la tua esistenza. Portala a termine dove vorrai, imponile soltanto una fine come si deve.

Lucio Anneo Seneca
Lettere a Lucilio
§ 77, 20

6 Comments:

  • At 15/5/08 6:55 AM, Anonymous gabriele said…

    Complimenti! Sei riuscita a dire la cosa più difficile a dirsi oggi: il modo di morire più acconcio, se mi lasci passare il termine. Non è solo il (più) desiderabile, ché lo vedo possibile. Siamo indotti dal timore a credere che la morte ci debba cogliere all'improvviso e impreparati, ma pronti ci si sente già molto tempo prima. Se si è disposti (interessati e capaci) a prepararsi. Addirittura, come ha scritto Eugenio Scalfari, avendo fatto i conti con essa, per aver vissuto una vita buona.
    Come dice il buon amalteo, ti auguro, Clelia, buoni giorni.

     
  • At 15/5/08 11:21 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    La "cosa più difficile" l'hanno detta Augusto (via Svetonio) e Seneca; io l'ho soltanto ricordata a me stessa (come faccio spesso).

    Ti ringrazio del pensiero, e buoni giorni anche a te, carissimo Gabriele.

    C.

     
  • At 15/5/08 7:08 PM, Blogger cubber said…

    in bocca del segretamente ferocissimo ottaviano, queste parole diventano, oltre che sagge, terrificanti.

     
  • At 15/5/08 8:58 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Che vuoi farci, di Óscar Arias all'epoca non ne esistevano (e anche oggi, ad essere sincera, mi pare che scarseggino alquanto, così dobbiamo accontentarci dei - nemmeno tanto segretamente - ferocissimi governanti attuali).

     
  • At 16/5/08 5:08 PM, Anonymous Livia said…

    Sono sempre stata curiosa di conoscere qualcosa di più su di lei, di cui porto il nome...Grazie, vedrò di procurarmi il testo :D
    (era da un po' che non passavo, mi fa proprio piacere tornare)

    Un abbraccio,

    Livia

     
  • At 16/5/08 9:39 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Pare che Livia sia costata cara a Ovidio (almeno così sembra adombrare lui nei Tristia). Ma forse non è così.

    Personalmente l'imperatrice non mi dispiace.

    Ciao carissima, spero che per te tutto proceda per il meglio. So che ne hai fatta di strada, e so anche che molta altra ne farai (se sei chi penso io, la "stoffa" si intuiva).

    A presto.

    C.

     

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