akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

01 maggio 2008

724.

Al centro del percorso poetico (come dell'amore) c'è sempre un atto contemplativo di fondo. Diverse sono però le finalità (e gli obblighi) che scaturiscono dai due "eventi". Per quanto riguarda l'amore, a farla da "domina" è la speranza, il fine ultimo è - sostanzialmente - il "do ut des", ideale ma, inequivocabilmente, anche assai "concreto". Nella poesia non c'è un'esigenza così cogente, e pertanto attraverso di essa si può liberare - con tutta l'incertezza del caso - anche un percorso che faccia a meno della speranza. Il poeta può agire in un territorio "altro" rispetto all'uomo comune, un luogo che non necessiti di una prospettiva "ultima". Non per questo è necessario convertirsi alla disperazione, che ha ben altre origini e matrici. Il comporre senza l'ausilio della speranza non vuol dire "disperare", semplicemente è un modo di non lasciarsi condizionare dall'obiettivo di un orizzonte prossimo. Si possono impiegare energie e parole per temi e conclusioni che guardino oltre l'orizzonte del giorno. Ma non della vita.
I poeti si muovono nel terreno aspro della domanda continua (antropologica, non filosofica, non religiosa), il loro "humus" è il tempo, la sua quadratura, il suo percorrere - impunito - le strade dell'esistenza. Ecco perché è solo nel tempo che la poesia si concretizza e regna. Laddove vige l'utopia del non-tempo, dell'eternità, dell'infinito, essa non ha spazio, perché là è l'uomo a non avere spazio. E' proprio in quelle condizioni "estreme" che la poesia lascia il posto alla speranza, che è qualcosa che va oltre la vita, la plausibilità e la conoscenza. Cose, queste ultime, di cui la poesia ha invece un estremo bisogno.

13 Comments:

  • At 1/5/08 5:12 AM, Anonymous Anonimo said…

    Mi rammarico di non aver avuto l'occasione di legger prima d'oggi queste sue note quotidiane.
    Ho posto rimedio come ho potuto leggendole d'un fiato questa notte, ma centellinarle sarebbe stato senz'altro meglio.

     
  • At 1/5/08 8:24 AM, OpenID diogene malamati said…

    commovente tutta questa intelligenza, come te la cavi a compagnia?

     
  • At 1/5/08 8:28 AM, Blogger babilonia61 said…

    Mi domando se può la poesia vivere senza l'amore e il vero amore vivere senza poesia?
    Certo, nell'amore si da anche per ricevere - erroneamente -, nella poesia si da per riflettere.
    Buona giornata.
    Rino, curioso.

     
  • At 1/5/08 11:48 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Anonimo (ma rivolgersi a un nome sarebbe stato per me più appagante), la ringrazio del pensiero e del passaggio. Benvenuto.

    Diogene, c'è un tempo per la solitudine e uno per la compagnia. Il secondo l'ho già sperimentato,
    da qualche anno mi dedico - per scelta volontaria e con profitto - al primo.

    E non si è soli quando un altro ci ha lasciato,
    si è soli se qualcuno non è mai venuto...


    [Ecco, per sintetizzare direi che mi riconosco molto in questi due versi di Roberto Vecchioni].

    Rino, come tutti i "mondi paralleli" credo che l'uno possa vivere senza contatti con l'altra. Purché le due linee che spingono avanti la vita, non si allontanino troppo tra di loro.
    Per i cuori sensibili, un contatto "a vista" fra le due "aree" è più che sufficiente. Fermo restando che nulla nella nostra vita è necessario (tranne forse l'ossigeno trasportato dall'emoglobina), direi che questo precario equilibrio tra soma e psyché sia un valore da perseguire. Nei limiti del possibile.

    Un saluto a voi.

    C.

     
  • At 1/5/08 5:16 PM, Anonymous Piero said…

    Anonimo (ma rivolgersi a un nome sarebbe stato per me più appagante)...

    Effettivamente mi rendo conto di essere stato poco educato e me ne scuso. Mi chiamo Piero: non è un gran che, ma spero suoni meglio di "Anonimo"...

     
  • At 1/5/08 8:21 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao, Piero, grazie per la presentazione.

     
  • At 1/5/08 9:28 PM, Blogger gugl said…

    mi fa piacere che ti esponi con tuoi pensieri. Tu invece sei sempre più misteriosa :-)

     
  • At 1/5/08 10:56 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Se mi "espongo con i miei pensieri" risultando "misteriosa" allora è meglio che mi dedichi unicamente a quelli degli altri. Chissà che facendo così non ne guadagni in chiarezza...

     
  • At 2/5/08 1:30 AM, Anonymous Piero said…

    Clelia,

    (non so bene se dare del tu o del lei in questo contesto: adotto, almeno temporaneamente, il lei...)

    intervengo nuovamente solo per cercare di scongiurare l'evenienza di non poter legger più i suoi pensieri sensu strictiori, come quest'ultimo (se ben comprendo tra lei e Gugl si parlava per l'appunto di quelle sue note - come quella corrente - in cui lei non menziona, non espone, non commenta, non cita e non chiosa altri autori).

    A parte il fatto che mi pare un po' artificioso distinguere i suoi interventi online usando simili categorie (non è infatti, mi pare, che quando lei richiama pensieri altrui lo faccia senza esprimerne di propri), devo dire che la mia sensazione è opposta a quella che Gugl riferisce.

    Lei dipana, infatti, i suoi pensieri in maniera più che chiara: la sensazione generale che se ne ricava (che perlomeno io ne ricavo, intendo naturalmente dire) è quella di una nitidezza che non è solo nella prosa, ma anche nei concetti che trasmette al lettore, senza misteri.

     
  • At 2/5/08 2:18 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Caro Piero (diamoci pure del tu che qui sul web è più pratico),

    con Stefano Guglielmin, c'è una frequentazione abbastanza assidua (soprattutto sui temi della poesia) e quindi anche i nostri "dialoghi a distanza" sono contrassegnati da questa conoscenza e rispetto reciproci.

    La mia risposta era ovviamente ironica e in essa non c'è da leggervi alcuna "minaccia" (cosa questa che esula fra l'altro dalla mia indole).

    I miei post continueranno dunque ad alternare estratti da opere di vari autori e note personali, in quella forma semi-diaristica che credo sia quella che più mi è affine.

    L'indirizzo è quello che ho indicato più volte nel corpo dei commenti (di fronte all'obiezione opposta rispetto a quella che muoveva Stefano) e cioè: libero corso alle mie note qualora non ne esistano di migliori (nel senso di più esaustive) di autori frequentati nelle mie letture.

    Spero di averti tranquillizzato. Grazie ancora per le note a commento, così lusinghiere.

    Buona notte.

    C.

     
  • At 2/5/08 3:07 AM, Anonymous Piero said…

    Ti ringrazio per avermi tranquillizzato Clelia.

    Non essendo già a giorno di quel che ora mi hai spiegato, avevo equivocato sia il tema che il tenore dello scambio di idee con 'Gugl'...

    Buona notte anche a te: a me il sonno notturno è precluso, ma la notte è comunque una buona occasione per continuare a leggerti.

     
  • At 2/5/08 11:54 AM, Anonymous Anonimo said…

    carissima: avevo scritto "invece": i tuoi pensieri sono infatti chiarissimi, talmente luminosi da dare un alone di mistero alla tua biografia (mistero che naturalmente a me e, mi pare, al signor Piero, piace:)

    bacio
    gugl

     
  • At 2/5/08 12:31 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie caro Stefano.

    C.

     

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