akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

24 aprile 2008

718.

Dagli angoli indefiniti dei sogni,
alta, di prima mattina, era assieme a me
la tua immagine diletta, come fosse un giorno
di tanto tempo fa, quasi lo volesse il cielo.

Di acqua ne è passata sotto i ponti
tante foglie ha disperso il vento
da quando i nostri spiriti hanno pacificamente
sentito dissolversi l'inquietudine nel crepuscolo.

Com'era bello quel fuoco... ma visse poco
come accade a tutte le cose belle: prima la luce, poi l'oscurità.
La notte ora è fonda e le ceneri di ciò che è stato
sono vegliate e custodite dalle stelle.

Il nostro fu un gioco appassionato, ma non vano,
quello che puntammo sul destino furono le nostre solitudini,
e le perdemmo ritrovandole, mentre i nostri corpi
rimasero nell'angosciosa terra degli uomini.

Chi dice che tutto si può dimenticare? No, non c'è oblio
se torno a scrutare nello specchio di ghiaccio
quel simulacro che si allontana
senza più, su di sé, l'aura del desiderio.

Tutto ha il suo prezzo. E io l'ho pagato per la tua remota bellezza
mentre ora, qui, mentre mi sveglio dal sonno
trovo solo il mio letto
e fuori, freddissima, l'alba.

Luis Cernuda
da La realidad y el deseo

4 Comments:

  • At 26/4/08 9:02 AM, Anonymous Anonimo said…

    "Com'era bello quel fuoco..."
    E ne senti con gli occhi il calore, in una sotterranea sinestesia.
    A volte penso che la nostalgia sia uno dei prezzi più alti, per un momento -giusto un baleno- di felicità.

    zena

    (contenta di riuscire a lasciare un saluto di passaggio)

     
  • At 26/4/08 12:14 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie, Zena.

    Tu capisci e sai.

    C.

     
  • At 4/4/09 12:14 AM, Anonymous Giovenale Nino said…

    Cara Clelia,
    Grazie per le tua vicinanza. Sto bene … così sembra. A fine maggio un nuovo controllo ma è andata bene, dicono…- L’inverno è alle spalle. Di neve quest’anno ne è caduta assai sulle nostre montagne. Ma è così che l’inverno deve essere. Non quei giorni calducci e strani, quella fuliggine persistente anche quando non si vedono nuvole in cielo, indizi di un ambiente malato. No, freddo pungente, con i passi che scricchiolano come su un velluto gelato, vapore ad ogni parola. Così deve essere l’inverno.
    Ora è primavera e presto sarà estate, calda, E’ la vita che riprende, è il nuovo orizzonte che intravvedo davanti.. la sensazione di sentire vicine le persone care, gli amici anche lontani. È la vita che riprende.
    L’agenda torna a riempirsi. Domani, dopodomani… c’è molto da fare.
    Grazie di te, ...è un piacere leggerti, Nino

     
  • At 4/4/09 12:29 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Carissimo Nino,

    è davvero una bella notizia quella che mi lasci qui. Sono lieta che il tuo cuore abbia ricevuto un po' di conforto e che il futuro si apra per te su nuove prospettive.
    In fondo è solo questo che cerchiamo: un po' di serena pace che ci consenta di affrontare con coraggio i giorni che verranno.

    Ti sono vicina, con affetto.

    C.

     

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