akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

20 aprile 2008

716.

Questo sorriso che mi arriva come il ponente
che si schiaccia sulla mia carne che fino ad ora sentiva solo caldo o freddo
questa musica bruciata o farfalla debole come l'aria e
vorrei soltanto uno spillo per evitare che cada ora
quando l'orologio avanza senza orizzonte o luna senza vento e bandiera
questa tristezza o freddo
non bussare alla mia porta lascia che il vento si porti le tue labbra
questo cadavere che conserva ancora il calore dei nostri baci

lasciatemi contemplare il mondo in una lacrima


Leopoldo María Panero
da Así se fundó Carnaby street


...morte nihil opus est pro me, sed amore fideque:
non ex difficili fama petenda tibi est.
nec te credideris, quia non facis, ista moneri:
vela damus, quamvis remige puppis eat...

Publio Ovidio Nasone
Tristia, V, 14
(versione in italiano)

°

Parlez-moi de lui

2 Comments:

  • At 20/4/08 1:55 PM, Anonymous Anonimo said…

    Cara Clelia,
    non so davvero più come dirtelo che il tuo blog è una meraviglia.
    E allora non aggiungo altro, se non che l'unico paragone possibile è con questo cielo limpidissimo, striato ogni tanto solo dalle scie degli aerei che volano chissà dove.

    Grazie per aver riaperto tanti punti di osservazione, panoramici sulla propria anima e sul mondo, come i Dodici Apostoli sulla Ocean Road.

    Stai bene,

    Barbara

     
  • At 20/4/08 8:53 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao cara,

    ricambio il pensiero.

    C.

     

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