akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

18 aprile 2008

713.

Ho ritrovato il celeste e il selvaggio
il paradiso dove l'angoscia è desiderio.
Il passato che cresce di tempo in tempo
è il mio corpo e sarà la mia sorte, dopo il morire.
Quando in un corpo, mia delizia dimenticata,
dove fu il tuo nome prenderà forma un cuore,
allora rivivrò il nostro grande momento
e questo amore che ti avevo dato
si farà dolore.

Catherine Pozzi
da Il mio inferno
Traduzione di Marco Dotti


Orazio scrive (Epistulæ, Liber alter, I, 165) che la natura ci ha creati sublimis et acer.
E' vero, è proprio così che mi sento adesso: sublime e ardente.
Domani sarà diverso, domani sarò diversa, ma ora è questo che voglio per me: il distillato freddo di una goccia d'acqua che si scioglie dal gelo e la fiamma vibrante di un fuoco che s'illude di non spegnersi mai.

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