akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

17 aprile 2008

712.


Se ciascuno sta al suo posto regnano l'ordine e il potere; e chi non trova posto in questo ordine e in questo equilibrio di potere?

Franco Basaglia
da L'utopia della realtà

9 Comments:

  • At 17/4/08 3:31 PM, Blogger amalteo said…

    c'è un'altra pillola importante di franco basaglia, utile nei momenti duri:

    Fu chiesto a Franco Basaglia: "Che cosa farebbe se il black-out capitasse improvvisamente a casa sua?"
    Rispose: "Accetterei il buio e organizzerei la situazione.
    Mi metterei cioè a fare insieme con altri un'attività giusta per il buio"

     
  • At 17/4/08 5:25 PM, Blogger Gioacchino said…

    Perché, al contrario, l'ordine e il potere non possono tenere le cose e le persone al proprio posto? Non è solo un gioco di parole. Scarto ontologico? Eppure, mi sembra che il male sia accettato da molti, non perché realmente inevitabile, ma perché sia una possibilità al pari del bene. Si potrebbe far un po' di luce, volendo, nella distinzione (ormai confusa) tra principi morali e concreta necessità umana. Felice di ritrovarti. Ciao,

    Gioacchino

     
  • At 17/4/08 9:15 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie per la citazione, Amalteo, la prossima volta - se puoi - non dimenticarti la fonte.

    [Sono pedante, lo riconosco, ma per me una citazione senza fonte è (quasi) una non-citazione, anche se facciamo solo aneddotica, non importa].

    Lieta a mia volta, carissimo Gioacchino.
    Comunque credo che le parole di Basaglia vadano proprio nella stessa direzione delle tue, rileggile (soprattutto nella prima parte), e credo converrai con me.
    Quanto al discorso sul bene (e il male) come non ricordare il leopardiano "piacer figlio d'affanno"? Cioè i due lati della stessa medaglia?
    Sui principi morali e la necessità umana sospendo invece il giudizio: troppo vasto il tema, troppo intricate le conclusioni per giungere, nel breve spazio di un commento, a un esito esaustivo.

    [Bisognerebbe abolirla, la morale, se non fosse così necessaria. E poi, quale delle molte (troppe) morali abolire? E quale invece riconoscere? Epoché dunque, punto e basta].

    C.

     
  • At 17/4/08 9:57 PM, Blogger amalteo said…

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

     
  • At 17/4/08 9:58 PM, Blogger amalteo said…

    hai ragione.
    ho rintracciato il lucido che uso nei miei corsi.
    ecco la citazione:

    Fu chiesto a Franco Basaglia:
    "Che cosa farebbe se il black-out capitasse improvvisamente a casa sua?"

    Rispose:
    "Accetterei il buio
    e organizzerei la situazione.
    Mi metterei cioè a fare
    insieme con altri
    un'attività giusta per il buio"

    Baggio G., Adulti e gioco, in Anziani Oggi n. 2/3 1998, p. 77

    (Anziani oggi è una rivista dell'Università cattolica di Roma, ora purtroppo ha cessato le pubblicazioni)
    credo di essere l'unico ad avere salvato quel frammento. cercherò nei carteggi casalinghi per sapere di più su baggio g.
    www.segnalo.it c'est moi:
    http://www.segnalo.it/TRACCE/CIT/CIT.htm

    ciao

     
  • At 18/4/08 11:17 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie Amalteo, sei stato molto esauriente (bello e prezioso il tuo link, lo conserverò con cura).

    A presto,

    C.

     
  • At 22/5/08 9:18 PM, Anonymous amalteo said…

    dagli e dagli - sono pignolo - ho trovato quella fonte bibliografica che riconosceva l'autore di un pensiero, sia pure di riporto.

    UN'ATTIVITÀ GIUSTA PER IL BUIO...
    Il caso ci offre a volte esempi inattesi e concreti a convalida delle nostre astrazioni e proprio mentre cercavo il modo di chiarire il mio pensiero fui colpita, parecchi anni fa, dall'affermazione di F. Basaglia al quale nel corso di un'intervista avevano posto la domanda:
    "Che cosa farebbe se il black-out (l'improvviso oscuramento totale che allora colpì New York) capitasse a casa sua?".
    La risposta fu:
    "Accetterei il buio e organizzerei la situazione. Mi metterei cioè a fare insieme con altri un'attività giusta per il buio".
    Questo risuona in me come una di quelle espressioni emblematiche capaci di aprire porte ad ogni livello. Una specie di Apriti Sesamo universale. Forse l'intervistato non si è reso conto di aver impartito un insegnamento eccezionalmente concreto e al tempo stesso di una portata che supera immensamente il caso specifico che l'ha provocato.
    Accetterei il buio... mi metterei in condizione di fare un'attività giusta per il buio....
    Lascio a voi — e a me stessa! — la facoltà di sostituire "il buio" con situazioni ben diverse da quelle create da una semplice interruzione di corrente (infermità? Insuccesso?, Vecchiaia?) e di chiedersi "sarei io capace di assumere, di ricreare?".... Il che equivale a dire "sono io disposto a vivere oppure a 'essere vissuto' ?"


    in: Giovannella Baggio, Adulti e gioco, Anziani Oggi n.2/3 1998, p. 77

    Giovannella Baggio è Geriatra in Sassari

     
  • At 31/1/10 11:27 PM, Anonymous Anonimo said…

    Vedo questo colloquio dopo tanto tempo penso anni. Sono Giovannella Baggio, ora sono a Padova, Primario del Reparto di Medicina Generale dell'Azienda Ospedaliera di Padova. ADULTI E GIOCO: se volete vi mando il testo per estenso, più amplio di quello pubblicato nel giornale di geriatria. E' un argomento utile al nostro oggi anche se andrebbe aggiornato.
    Giovannella Baggio

     
  • At 1/2/10 12:22 AM, Blogger Paolo Ferrario said…

    gentile Clelia
    se volessi chiedere alla dott.sa Baggio il suo testo più ampio (io ho la rivista Anziani Oggin. 2/3 1998) te ne sarei molto grata per il mio blog professionale: http://polser.wordpress.com/
    non posso farlo ioi direttamente perchè non saprei come procurarmi la sua e.mail.
    colgo l'occasione per salutarti ed augurarti buoni giorni
    Paolo Ferrario
    anche Amalteo di Tracce e sentieri

     

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