akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

11 aprile 2008

706.

Plutarco, nel dialogo Sul contenere l'ira (X, 458E), ci ricorda che gli Spartani, dopo ogni battaglia, si dedicavano per ore all'ascolto dei flauti, per asportare da chi aveva combattuto (soprattutto nei corpo a corpo oplitici) le scorie di odio che si erano sedimentate negli animi. Questo era per loro necessario al fine di riequilibrare psicologicamente ogni individuo, affinché - a causa dell'aggressività e dell'abitudine alla violenza - non si creassero poi scompensi nel normale vivere civile e politico della città, che era fondato - ovviamente - su tutt'altre basi rispetto agli scontri campali.
Sommessamente proporrei, ope legis, di chiudere in un qualunque auditorium i protagonisti dell'agone politico italiano e costringerli ad ascoltare per ore un qualunque concerto per flauto di Leclair o di Mozart (ma anche Petrassi o Ibert vanno benissimo).
Così vediamo se, passata la buriana preelettorale, metteranno giudizio e si placheranno un po'. Per il bene di tutti, soprattutto del Paese.

7 Comments:

  • At 11/4/08 10:26 AM, Blogger Pasquale said…

    Salve, Clelia.

    Condivido a tal punto nel contenuto e nella forma il tuo post di oggi che proporrò a Venises di pubblicare sul nostro sito-rivista un concerto flautato.

    Pasquale
    www.fulminiesaette.it

     
  • At 11/4/08 11:35 AM, Blogger dreca said…

    sarebbe un'ottima legge, ma chissà perchè sono convinta che siamo meno "civili" degli spartani...
    dreca

     
  • At 11/4/08 11:55 AM, OpenID baskerville said…

    riunirli in un auditorium e chiuderlo a chiave di violino.
    gettarla, la chiave, che non c'è sordo peggiore di chi vuole governare senza saper ascoltare.

     
  • At 12/4/08 3:38 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Buona idea, Pasquale.

    Un saluto a te e agli altri.

    C.

     
  • At 12/4/08 3:23 PM, Blogger sara said…

    Mi sa che, politici a parte, un concerto flautato al giorno, ma forse anche più d'uno, farebbe bene anche a me. Per placare e placarmi.
    Ho osato scriverti. Non l'ho mai fatto. Avevo ed ho un po' di timore. Ma i tuoi consigli sono davvero importanti, mi pare.
    Saluti, S.

     
  • At 12/4/08 6:22 PM, Blogger remo bassini said…

    il problema è che... non sentono.
    ciao

     
  • At 13/4/08 3:38 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Grazie Sara, come vedi nessun timore è obbligatorio. Si può scegliere: è questo - in fondo - che ci rende persone. Sono lieta che tu abbia vinto la tua ritrosia. A presto.

    Ciao anche a te, carissimo Remo.

    C.

     

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