akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

06 aprile 2008

700.

Tu nota; e sì come da me son porte,
così queste parole segna a' vivi
del viver ch'è un correre a la morte.

[Purgatorio, XXXIII, 52-4]


Queste le parole che un'ispirata Beatrice elargisce a Dante prima di introdurlo, purificato, verso la strada per l'Empireo. Non disperate, non imperscrutabili (come altre in questo canto), bensì attualissime.
Stamattina le ho ricercate, ero convinta che fossero pronunciate già in "territorio chiaro" e invece no, lo sono in un momento di difficoltà, quando la lotta per l'ascesa, in Dante, non è del tutto conclusa.
E a pensarci bene non poteva essere altrimenti.