akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

31 marzo 2008

686.

La facoltà inventiva è una delle ordinarie, principali e caratteristiche qualità e parti dell'immaginazione. Questa facoltà è quella che fa i grandi filosofi e i grandi scopritori delle grandi verità. E si può dire che da una stessa sorgente, da una stessa qualità dell'animo, diversamente applicata e diversamente modificata e determinata da diverse circostanze e abitudini, vennero i poemi di Omero e di Dante, e i Principi matematici della filosofia di Newton.
Semplicissimo è il sistema e l'ordine della macchina umana in natura, pochissime le molle e i principii che la compongono, ma noi discorrendo degli effetti che sono infiniti e infinitamente variabili secondo le circostanze, moltiplichiamo gli elementi, le parti, le forze del nostro sistema, e dividiamo, e distinguiamo, e suddividiamo delle facoltà, dei principi, che sono realmente unici e indivisibili, benché producano e possano sempre produrre non solo nuovi, non solo diversi, ma anche effetti contrari. L'immaginazione pertanto è la sorgente della ragione, come del sentimento, delle passioni, della poesia; e questa facoltà che noi supponiamo essere un principio, una qualità distinta e determinata dell'animo umano, o non esiste, o non è che una disposizione tra le cento altre che chiamiamo riflessione o intelletto.
Immaginazione e intelletto sono un tutt'uno.