akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

28 marzo 2008

680.

Va-e-vieni nell'ombra,
dall'ombra interiore all'ombra esteriore
dal sé impenetrabile al non-sé impenetrabile
passando né dall'uno né dall'altro

come tra due rifugi al rischiaro
le cui porte appena si avvicina
si chiudano dolcemente,
e appena ci si volti ancora si dischiudano dolcemente

ritornare e ripartire chiamati e respinti
senza distinguere il luogo di passaggio,
velato da quel
baluginìo o dall'altro
solo brusìo i passi che nessuno ascolta
fino ad arrestarci infine una volta per tutte,
per tutte assente da sé e d'ogni altro
nessun brusìo infine
allora dolcemente la luce senza declino
su questo né uno né altro impercepito

questa indicibile dimora d'angoscia.