akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

25 marzo 2008

669.

Procedi lesta, avvolta dal vento,
pura nella luce, quasi avvinta,
mentre la stanza, ridotta a un niente
conserva ciò che resta dietro te.

Opaca come la base di un cammeo
che lascia passare solo un piccolo raggio al margine
tu rifletti sul fatto che la sera
non era
sera
prima che tu uscissi a guardarla.

Solo poco di te porti nelle mani,
lo fai per sentirti leggera
come lo sono quelle case in fila verso cielo.

Ed è a loro che fai dono di te,

da tutto ormai distaccata.