akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

16 marzo 2008

649.

Senza una data da ricordare
né un luogo ben preciso da indicare
ecco che arriva la dimenticanza.

Silenziosa
come un morto che galleggia sul fiume,
lontana, ineluttabile
come può essere solo il destino:

come un'ampia zona buia,
o una scultura perfetta,
come una faccia senza lineamenti,
senza sguardo. E' così che arriva.

Si crea una sera, all'improvviso,
lasciandoci stupefatti,
senza un'esclamazione, senza un grido.
Ci rendiamo conto semplicemente che è nata.

E ora mi chiedo:
in quale istante, fra i molti istanti,
in quale giorno, fra i molti giorni
tu mi hai dimenticato?

Eduardo Mitre
da Camino de cualquier parte