akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

22 febbraio 2008

643.


...Sarà così. E un dio ne porterà i segni (perché gli amanti hanno i loro dèi).
Venere è implacabile con chi, con perfidia, la inganni;
ma tu rifiuta le attenzioni delle maliarde
perché un amore perisce sempre se si piega ai favori.
Un amante povero sarà sempre pronto
alle tue invocazioni, e accorrerà per primo
al tuo richiamo, e sarà sempre ben saldo e fedele al tuo fianco;
un amante povero ti sarà fedele compagno nell'angusto
pigiarsi della folla, ti darà il braccio e ti aprirà la strada,
ti condurrà furtivamente presso i tuoi amici segreti,
e ti toglierà egli stesso i calzari mostrando i tuoi piedi candidi.
Invano però io canto, la porta non vuole aprirsi, è vinta dalle parole,
per farlo dovrò bussare con le mani piene di offerte.
Ma tu che ora sei il preferito, abbi paura degli inganni che mi tendi,
perché la Sorte muta velocemente, come se girasse su una ruota.
Non invano un altro indugia a lungo sulla porta,
lancia uno sguardo veloce e poi si allontana;
finge di superare la casa, ma poi torna indietro.
E' sempre solo e tossisce proprio davanti ai battenti.
Io non so dirti cosa ti prepari l'Amore furtivo.
Tu comunque approfittane, finché lo puoi:
perché la barca della vita naviga in acque assai mutevoli.

Albio Tibullo
Elegie
I, 5, 57-76

643.1

64 Comments:

  • At 22/2/08 10:35 AM, Anonymous Patrizia said…

    Grazie, Clelia.
    Patrizia

     
  • At 23/2/08 12:32 AM, Anonymous MAPI said…

    Vado a dormire portando con me la bellezza e saggezza di questi versi.
    Grazie Clelia.

     
  • At 23/2/08 11:35 AM, Anonymous Anonimo said…

    Ciao, sai incantare, m'ispiri, non trovo le parole giuste, ma complimenti per il tuo modo d'essere, un saluto ed un abbraccio

    Nemo

     
  • At 24/2/08 12:54 PM, Blogger Solimano said…

    Grazie

    Solimano

     
  • At 24/2/08 2:07 PM, Anonymous Anonimo said…

    hai preso anche tu l'influenza? mai vista stare così tanto tempo lontana dall'elettrodomestico :-)

    gugl

     
  • At 25/2/08 9:30 PM, Anonymous PAR3RG0N said…

    ...finisce davvero?
    non scriverai più qui, sul blog?
    mi auguro si tratti di una pausa momentanea che ho erroneamente preso per una fine /
    altrimenti, avvertiremo la mancanza della tua presenza qui - sempre generosa /
    un saluto / P

     
  • At 25/2/08 10:03 PM, Blogger Habanera said…

    Clelia, ho visto che qualcosa scrivi, in altro luogo, ed io naturalmente leggo. Prenditi i tuoi tempi ma non tirarlo su quel ponte levatoio.

    Ti abbraccio forte
    H.

     
  • At 26/2/08 12:53 AM, Anonymous Anonimo said…

    Ah! L'amour plus fort que l'exil, plus fort que la mort, le philtre qui lie à jamais, les declarations enflammées des chevaliers, les longues plaintes des amoureux sacrifiés. "De ma mort, vous aurez une telle douleur, ajoutèe à votre grande langueur, que jamais vous ne pourrez guerir" (gémit Iseult, separée de son Tristan)

    milton

     
  • At 26/2/08 12:16 PM, Blogger alexandra said…

    Continuo a leggerti. Spero che tornerai.
    a presto,

    Alessandra

     
  • At 26/2/08 1:07 PM, Anonymous francesca said…

    lascio un segno della mia presenza solo ora, in tua assenza. torna presto.

     
  • At 26/2/08 1:29 PM, Anonymous dottor benway said…

    AIUTO!

     
  • At 26/2/08 1:56 PM, Blogger amalteo said…

    finisce qui.
    avevo intuito. era nel tuo stile quel messaggio breve. ma non ero sicuro
    però è il 26 febbraio
    e allora: buoni giorni
    è stato importante percorrere così tanti sentieri, passaggi, paesaggi, vertigini, appigli ... con te
    mi mancherà il tuo sguardo così diverso da tanti altri sguardi.
    ma il tempo funziona così

     
  • At 26/2/08 3:53 PM, Anonymous Gabriele De Ritis said…

    Mi viene in mente la notazione di qualcuno che anni fa, rievocando la conclusione dell'esperienza della pubblicazione COMBAT, un organo della Resistenza francese, esaltava lo stile del congedo: Silenzio, si chiude!
    Che altro dire di questo silenzio, se non che mi lascia addolorato? In questo momento sto piangendo, e so che non dovrei farlo, ma soprattutto, ma soprattutto che non dovrei dirlo, ché faccio torto a te e alla tua grande femminilità, alla tua ricca umanità che supera a tal punto la mia da avermi indotto a dedicare intere lezioni di letteratura a te, con i tuoi testi alla mano.
    Ora, com avere notizie di te? Come pensarti? Dove immaginarti, dopo che abbiamo rispettato la legge più sana del web, cioè quella che vuole riservatezza, rispetto assoluto della distanza? Non ho mai cercato di capire da quale parte d'Italia scrivessi, dove fosse la tua casa...
    Forse, in cuor mio nutrivo la segreta speranza che un bel giorno tu decidessi di invitare tutti i tuoi amici a casa tua, almeno per un the. Per riportare a casa almeno il suono della tua voce e non restare ora così, privi di ogni traccia di te, a parte la scia preziosa dei tuoi scritti.
    Rileggerò attentamente le tue ultime cose.
    Ti abbraccio.
    Altro non posso fare, se non conservare gelosamente tutto il tuo blog che, come sai, avevo scaricato con Acrobat.
    Contro la malinconia del così fu - io lo so - non c'è rimedio. Il solo farmaco è l'amore, ma lui bussa alla nostra porta quando non lo cerchiamo e ci sfugge quando ne abbiamo più bisogno. Questo è il tempo della povertà. Posso solo dirti che condivido questo sentimento con te. La nostalgia della bellezza è forte. Le tue parole hanno saputo dire tutto con esattezza. Esattezza e anima si accordano bene. Tu ne sei la prova più evidente. Come esprimerti riconoscenza?

     
  • At 26/2/08 9:34 PM, Blogger Il cane di Jack said…

    Ciao Clelia, potrei pensare la fine tuo blog sia un impoverimento, ma non lo farò. Intanto perché la libertà di dire comporta anche quella di fare silenzio (la libertà è sempre una ricchezza anche per gli altri). In secondo luogo i tuoi post sono dotati della capacità di non invecchiare. Vuol dire che continuerò a leggere, magari partendo dai post più datati. E ti auguro ogni bene e ti ringrazio di aver lasciato in questo blog un'impronta così ricca e gratuita.
    Ciao Clelia e a presto.
    Isidoro

     
  • At 26/2/08 11:40 PM, Blogger roberto.bonuglia said…

    Inizio a sentire un senso di vuoto nel visitare akatalepsia e vedere tutto così immobile.
    Soprattutto, a vedere immobili i pensieri. Spero davvero che "non finisca qui" e che tra gli infiniti ritorni ci sia quello più importante, quello delle tue suggestioni.
    Magari è solo un influenza, se fosse altro mi dispiacerebbe molto aver perso una guida e una compagna di viaggio ma soprattutto un modello di come fare cultura e quindi "bene" alla sparuta minoranza di ricercatori d'idee del web che nel tuo rosa hanno certamente trovato pane per i propri denti.

    A presto. Speriamo!

     
  • At 27/2/08 3:08 AM, Blogger remo said…

    sì, ha ragione chi ha scritto che, in buona sostanza, tu resti.
    ma torna, se puoi.
    ciao
    remo

     
  • At 27/2/08 10:26 AM, Blogger elisnelpaese said…

    Ciao Clelia, a presto

     
  • At 27/2/08 10:56 AM, Anonymous draculia said…

    Qui o altrove, magari nelle lande del silenzio,so che ti ritroverò, Clelia cara.Si parte,si torna,si riparte sempre, in un continuo movimento... ma chi si sente vicino non si lascia mai. Non si può.A quando sarà, carissima. Un abbraccio forte
    Cristina

     
  • At 27/2/08 11:14 AM, Anonymous Anonimo said…

    Mi sento come nel film di Forrest Gump quando stanco di correre si ferma e torna a casa, e gli altri, che gli correvano dietro si chiedono cosa facciamo adesso?
    Akatalepsia lo dice il tuo titolo, degli infiniti ritorni, per cui so che devi tornare, non puoi mollare una cosa a cui tieni in modo così evidente, a abbandonarsi sembra sempre l'unica soluzione, ma è sempre quella sbagliata, prenditi i tuoi tempi, ma lasciati dire di non fare la stupida, sentirai la mancanza anche di qui, e sarai in dubbio su cosa fare, fai la scelta più giusta, torna, ti aspetto
    Nemo

     
  • At 27/2/08 1:06 PM, Anonymous claudio said…

    bellissima e non ci lasciare...

     
  • At 27/2/08 1:34 PM, Anonymous Anonimo said…

    io spero solo che non sia effetto di qualche discrepanza politica di cui, mi sento, in parte responsabile: se solo avessi immaginato una conseguenza del genere, cioè perdere ciò che più mi interessava nella rete, avrei lasciato perdere le mie stupidissime osservazioni.
    spero davvero che non sia quello il motivo, mi sento in colpa.
    giuro che prometto di non dire mai più una parola (e se voglio ci riesco, l'ho anche fatto per molto tempo).però continuo a sperare che non sia quello il motivo.
    e ora mi sento anche stupida per aver pensato di essere in parte responsabile cioè per avermi attribuita un'importanza che non ho assolutamente e tantomeno di fronte a una persona così eccezionale e straordinaria come è clelia.
    però non voglio lasciare intentato nulla e quindi ripeto se posso promettere che non interverrò mai più, lo posso fare tranquillamente
    (mariagrazia)

     
  • At 27/2/08 2:36 PM, Anonymous Anonimo said…

    E chi colmerà ora questo vuoto intellettuale? Ritorna, le colline sono in fiore.
    HUBERT

     
  • At 27/2/08 4:56 PM, Anonymous Anonimo said…

    Clelia,

    vive in assenza di vanità
    eppure se ha così tanti ammiratori non è perché è anacoretica ma perché è sottilmente capricciosa, è perché pensa che nessuno di noi sia stato una Clelia un tempo e
    vorrebbe dirti, lo so io chi sono io, così diceva il Don Chisciotte.


    domenicofina@hotmail.com

     
  • At 27/2/08 6:25 PM, Blogger Giuliano said…

    ... eppure io torno qui, qual linea al centro, qual foco a sfera, e qual ruscello al mare...

     
  • At 27/2/08 9:25 PM, Blogger Filosoffessa said…

    Ciao, akatalēpsía.
    Laura

     
  • At 27/2/08 9:29 PM, Anonymous Alice said…

    Bacio

     
  • At 28/2/08 2:06 AM, Anonymous Anonimo said…

    "La morte non è nel non poter più comunicare ma nel non essere più compresi" P.P.P.

    "Chi non la conoscerà, questa superstite terra, come ci potrà capire? Dire chi siamo stati?"
    P.P.P.

    geografie..
    milton

     
  • At 28/2/08 8:04 AM, Anonymous carlo said…

    ...è stato bello camminare con te
    e si finisce per ricominciare
    ti ringrazio
    Carlo

     
  • At 29/2/08 12:07 AM, Anonymous Anonimo said…

    Qualunque cosa tu stia facendo o pensando di fare, ti lascio il più affettuoso e beneaugurante pensiero. Con la speranza di un tuo ripensamento.

    Un abbraccio.

    fm

     
  • At 29/2/08 11:31 AM, Anonymous giulia said…

    Mi manchi molto... Leggo cose che hai scritto e che non finirò mai di leggere, ma provo quel sentimento così umano della nostalgia dell'incontro qua sul web. Non so, non ti conosco, non so chi sei e anche tu non sai moolto di me, so che il blog è un incontro virtuale e non reale, ma è un incontro e mai l'ho sentito come adesso che non posti più. Un grande grazie e un abbraccio. Giulia

     
  • At 29/2/08 6:29 PM, Anonymous Anonimo said…

    Quotidianamente anch'io come molti ho delibato fra le tue prelibatezze ammaliato, ma confesso che dietro la severa impermeabilità che hai sempre imposto a te stessa e ai tuoi lettori ho a volte intravisto il riverbero di un paternalistico dispregio. E n'è cifra il lapidario suggello con cui hai dato commiato. Le persone che popolano il web sono le stesse della vita reale. Nessuna dicotomia ancorchè ammantata da soavi richiami alla riservatezza potrà mai imporsi a questa omogeneità. In questo luogo in cui ci hai ospitati, attorno a questa doviziosa cornucopia si sono affollate persone accomunate dall'amore per la filosofia, per la poesia, per l'Uomo dunque... ebbene qui, trovo gli appelli alla privacy e le comode cateratte dell'invisibilità virtuale soltanto pretesti forieri di una infondata discriminazione. Qui come "di fuori" ci sono persone che amano e si affezionano. Persone che bevono l'amaro calice dell'abbandono o il nettare raro dell'amicizia; anzi, le corde che hai toccato con le parole di questo diario, sono corde molto più intime che qualsiasi amena rimpatriata tra amici, serata letteraria o simposio che dir si voglia potrebbe far vibrare.
    Abbi buona vita.

    Alberto

     
  • At 29/2/08 10:02 PM, Blogger BitLit said…

    Ho scoperto oggi il tuo blog. Un po' tardi vedo...Complimenti è (o è stata, spero di no) una bella idea e brava anche per il look

     
  • At 29/2/08 10:29 PM, Anonymous Anonimo said…

    Grazie, Clelia, ma ora credo che il Blog debba svanire...
    tu sai perché.
    SN

     
  • At 1/3/08 2:12 PM, Anonymous Irlanda said…

    Be' fortuna che le acque siano assai mutevoli...
    Comunque sempre interessante il tuo blog

     
  • At 1/3/08 3:54 PM, Blogger Carlo Gambescia said…

    Grazie Clelia.

     
  • At 1/3/08 8:21 PM, Anonymous Prisma2002 said…

    Sai Clelia, io non mi sono mai presentata lasciandoti un commento, perchè mi sentivo così illetterata in confronto a te, però, appena potevo, venivo a leggerti, con infinito interesse. Mi mancherà la tua "voce", davvero. Spero che, da un'altra parte, tu possa ricominciare a scrivere e chissà che io possa ritrovare le tue tracce.
    Ti auguro tanta tanta fortuna.
    Grazie Clelia.

     
  • At 2/3/08 12:05 AM, Blogger Habanera said…

    Ovunque tu decida di andare l'affetto e la stima immensa di chi ha avuto il privilegio di leggerti ti seguiranno.

    Ciao, amica gentile.
    Mi mancherai
    H.

     
  • At 2/3/08 12:33 AM, Anonymous Kerub said…

    ciao.

     
  • At 2/3/08 11:47 AM, Blogger alexandra said…

    Buon viaggio, Clelia. Qualunque sia la tua destinazione.
    Ciao,

    Alessandra

     
  • At 3/3/08 8:34 PM, Anonymous colfavoredellenebbie said…

    E'come sentirsi più poveri, all'improvviso.
    Ti si aspetta, silenziosamente.
    zena

     
  • At 3/3/08 11:58 PM, Anonymous Anonimo said…

    "La città per chi passa senza entrarci è una, e un'altra per chi ne è preso e non ne esce; una è la città in cui s'arriva la prima volta, un'altra quella che si lascia per non tornare; ognuna merita un nome diverso".

    ”E’ delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio, oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un’altra”.
    Italo Calvino - Le città invisibili.

    milton

     
  • At 4/3/08 8:34 AM, Anonymous  said…

    Mi Manchi, mi manchi...
    :-(

     
  • At 5/3/08 1:20 AM, Blogger Habanera said…

    Bene arrivata, cara!
    Oggi è freddo anche qui ma presto sarà primavera.
    Dimentica i versi di Sereni e vai oltre.

    Ti abbraccio
    H.

     
  • At 5/3/08 2:37 PM, Anonymous Anonimo said…

    A te: "Io non so dirti cosa ti prepari l'Amore furtivo.
    Tu comunque approfittane, finché lo puoi:
    perché la barca della vita naviga in acque assai mutevoli."

    gugl

     
  • At 5/3/08 6:01 PM, Blogger babilonia61 said…

    Felicità.

    Rino.

     
  • At 5/3/08 6:37 PM, Blogger clear said…

    Grazie per quello che mi hai saputo dare con questo blog, era un appuntamento, uno dei pochi da non mancare, mai.
    Buon "tutto", spero che la vita ti ricambi con la stessa grande generosità che hai avuto nei nostri confronti in questo sito!
    Un abbraccio,
    Maria [Clear]

     
  • At 5/3/08 8:49 PM, Blogger LucaniArt said…

    nuovamente di passaggio...
    Mapi :-(

     
  • At 6/3/08 9:10 PM, Anonymous sabrinamanca said…

    Seguo le tue cronache dal silenzio. Brevi, a volte folgoranti, sempre, nel fondo, malinconiche. Mi chiedo se il confine che hai varcato da qualche giorno ti avvicina a me fisicamente, parlo naturalmente della lingua sulla mongolfiera et encore de tes jours et du vivre, ma anche metaforicamente.
    Non riesco più a scrivere nemmeno una parola (non sai quanto mi costa questo commento...) ma disegno, da qualche settimana disegno, con voracità, ingordigia piuttosto, mi perdo fra rettilinei e curve, chiaroscuri e prospettive. Mischio colori come una bambina golosa metterebbe alla bocca un pugno di caramelle prese a caso dal vassoio degli ospiti.
    Approfitto dei pochi istanti liberi per aggredire il quaderno degli schizzi, le mie notti si fanno lunghe e immemori.
    Che miracolo perdersi.

     
  • At 7/3/08 1:19 PM, Blogger amalteo said…

    leggo il tuo:
    http://cleliamazzini.tumblr.com/post/28112255

    e allora vorrei che anche lì dove sei ora gustassi l'attore Carlo Rivlota che legge La casa della Brianza e il Gaddus di Carlo Emilio Gadda.
    Qui:
    http://www.divshare.com/download/3970145-2db

     
  • At 7/3/08 7:21 PM, Blogger Dario D'Angelo said…

    Due mesi senza rete... e poi oggi, prime ore, l'appuntamento che mi era mancato e che, forse, mancherà.
    Magari però sono fortunato :-) mi consolo pensando che potrò leggerti centellinando quello che la forzata assenza mi ha negato e, nel frattempo, sperare in tuo ritorno.
    Un silenzioso abbraccio,
    Dario.

     
  • At 8/3/08 12:01 PM, Anonymous fulmini said…

    Augurelli

     
  • At 8/3/08 1:31 PM, Anonymous Anonimo said…

    Fai bene Clelia a citare Camilla Salvago Raggi, i suoi racconti in "La bella gente" e poi in "Un'estate ancora" sono tra i migliori della nostra recente narrativa. La Raggi sente fortemente la pressione della pacchianeria a tutti i livelli, sa che è invincibile, ma escogita in tutti i modi la maniera di mostrarla, ci dice ecco come ci siamo ridotti nelle relazioni umane, siamo contenti oppure no ?
    La sua non è elegia del disincanto, i veri disincantati non scrivono, deve esserci nella Raggi un'ansia di mostrare le nostre piccinerie per poi potersi rialzare, è compostezza aristocratica e più ancora la verve di vivere di una sana moralista.

    Domenico Fina

     
  • At 8/3/08 9:34 PM, Blogger Roby said…

    Clelia, un abbraccio fortissimo, sperando di rileggerti (qui o altrove).

    Con tutta la stima di

    Roby

    [:-/]

     
  • At 9/3/08 1:22 AM, Anonymous Anonimo said…

    un abbraccio

    f.s.

     
  • At 11/3/08 2:08 PM, Anonymous Giuseppe Iannozzi said…

    Non mi dire che sei nuovamente scomparsa!
    L'ultima volta che sei andata via sei stata lontana per un anno è più.

    Non puoi scomparire. Non così.
    E poi non puoi scomparire.
    Che significa finisce qui?
    Non significa niente.

    Torna a postare. E' un ordine, sì, dittatoriale se vuoi. Anzi, lo è proprio: torna e niente capricci.
    Torna e basta.
    Tutti ti amano, e tu che fai? Tu che fai? Li abbandoni. Abbandoni sempre quelli che ti amano?
    Almeno a questo devi dare risposta, anche se ho parlato come un cliché di Moccia. Ma a volte le verità più grandi sono le più consumate e non quelle che si credono sepolte dentro noi o chissà dove.

    Torna e rispondi. Obbedisci.

    Giuseppe

     
  • At 11/3/08 2:15 PM, Blogger 5555555555 said…

    Uno si assenta un po' e trova 'ste sorprese...

     
  • At 12/3/08 11:48 PM, Blogger Il cane di Jack said…

    Bentornata Clelia. Io non ti do ordini:-) conosco il valore della libertà. Immagino che tu detesti moderare i commenti, ma spero che tu lo voglia fare. Stabilisci delle regole, per chi ama discutere con te, pur nelle reciproche diversità.
    Ciao
    I.

     
  • At 13/3/08 11:19 AM, Anonymous Anonimo said…

    Felice ritorno, dal nulla, coomenti vani, ma emozione vera, grazie.
    Ciao

    Capitano Nemo

     
  • At 13/3/08 11:19 AM, Anonymous Anonimo said…

    Ben tornata, cara Clelia.Tutto mi fa presagire che nulla sarà come prima.
    HUBERT STERGACIC

     
  • At 13/3/08 12:20 PM, Anonymous Luisa said…

    Clelia mi spiace così tanto per le contumelie che hai dovuto leggere nei commenti. Ma non prendertela, ci sono persone che non sembrano capire le difficoltà degli altri, e anzi proprio in quei momenti si comportano in maniera imperdonabile. Tu non farci caso e continua a donarci la tua insostituibile sensibilità. Ti abbraccio.
    Luisa

     
  • At 13/3/08 4:46 PM, Anonymous  said…

    Clelia e gli altri,una proposta: ignoriamo tutti l'anomimo. Voglio dire a Clelia, di recuparare la nostra e la sua voce...si sa che la zizzania cresce col grano buono.

     
  • At 15/3/08 8:45 AM, Blogger Carlo Gambescia said…

    Bentornata!
    Carlo

     
  • At 16/3/08 10:00 PM, Anonymous dreca said…

    ho cercato un post per poterti dire ti bentornata!!! ne sono veramente felice...di cuore.

     
  • At 17/3/08 8:18 PM, Anonymous Anonimo said…

    Cara Clelia, io ho ascolato l'intervista a Pecoraro e poi ho visitato il suo blog; il libro non non l'ho comprato. Oramai seguo la stessa regola di Serena Vitale (l'autrice dello splendido Bottone di Puskin), la Vitale accantona i libri che contengono troppo volte (lei dice più di dieci) la parola che inizia per c e finisce per o passando per una a e due z.
    L'arrabbiatura e il conseguente utilizzo di "cazzo" per sottolinearla è una ideologia che non mi è vicina, come l'esatto opposto, un puritanesimo etereo, diciamo così. Io voglio autori che sentono profondamente la vita, che sono stati messi alla prova, che come diceva Nicola Chiaromonte, hanno sofferto la vita senza sapere cosa rispondere, questa è la letteratura, la sofferenza feconda e il suo insegnamento.
    Spesso leggo autori che non hanno nulla di originale ma riprendono ribellione e lessico che arrivano dall'aria, Pecoraro temo, non faccia eccezione.

    Un'altra caratteristica degli autori di racconti (di quasi tutti), è che, interrogati sul nome che li ha ispirati indicano sempre e sistematicamente Cechov, ma Cechov intimamente non lo capiscono come già scriveva Vassilij Grossman in Vita e destino.
    Cechov era frainteso dai suoi stessi conterranei perché Cechov era initimamente democratico e non si accordava con nessuna tendenza politica, reliogiosa, ideologica.
    Nemmeno la distinzione tra poveri e ricchi o tra umili e vanitosi aveva senso per Cechov, egli ripartiva sempre da zero (dall'uomo) e in lui non si nota mai un accenno strumentale che possa far pensare che egli ce l'abbia con il ricco o con il povero, Cechov non aveva che il suo talento davanti ai posteri scrisse Landolfi ed è vero. E' un uomo buono e un medico di professione, fa quello che dovrebbe fare chi si avvicina al prossimo e vorrebbe comprenderlo (senza teorie, seminari, mode, ribellioni alle mode) e lo fa nel mondo, sente alle volte la necessità di squagliarsi quando si trova avvolto dalla mondanità, ma resta lì perché Cechov aveva la sensualità che lo teneva stretto al prossimo.

    Ciao

    Domenico Fina

     

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