akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

13 febbraio 2008

629.


La bandiera è una "sopravvivenza". Uso questo termine nell'accezione etnografica e folcloristica: "sopravvivenza" di livelli culturali anacronistici o preistorici, sotto forma oggettiva (nelle aree depresse o retrograde), sotto forma di strato (nei "centri" culturali) e sotto forma di categoria psicologica (l'irrazionale, o, come direbbe Croce, il momento della fantasia). La bandiera è, dunque, una nozione primitiva, barbarica e irrazionale: tipico strumento di oppressione e di reazione. Non c'è bandiera, infatti, che non sia "bagnata di sangue" (dei vinti o dei vincitori).
La vera democrazia - io credo e spero - non conoscerà bandiere: solo, forse, qualche semplice simbolo di pace.

Pier Paolo Pasolini
voce "La bandiera"
in Almanacco letterario Bompiani
(di AA.VV. a cura di Cesare Zavattini)
ed. Bompiani, 1959

629.1

Avevo appena ventun anni,
e Henry Pipps sovrintendente della Scuola
fece un discorso al Teatro Bindle.
"L'onore - ci disse - della bandiera va difeso,
sia che venga assalita dal barbari Tagalog
o dalla potenza più forte d'Europa".
E noialtri applaudimmo, applaudimmo il discorso e la bandiera
che lui sventolava parlando.
Così andai alla guerra nonostante mio padre,
e seguii la bandiera finché la vidi levarsi
nel nostro campo tra risaie vicino a Manila.
Tutti noi acclamammo, acclamammo,
ma là c'erano mosche e bestie velenose;
c'era l'acqua mortifera,
e il caldo crudele
e il cibo nauseante e putrido
e il fetore della latrina proprio dietro le tende,
dove ci si andava a vuotare;
le puttane impestate che ci venivano dietro;
e atti bestiali tra noialtri e da noi soli,
e tra noi prepotenza, odio, abbrutimento,
e giornate di disgusto e notti di terrore
fino all'assalto traverso la palude fumante,
seguendo la bandiera,
quando caddi gridando con gli intestini trapassati.
Ora c'è una bandiera su di me a Spoon River.
Una bandiera! Una bandiera!

Edgar Lee Masters
da Antologia di Spoon River (Harry Wilmans)

8 Comments:

  • At 13/2/08 10:47 AM, Blogger roberto.bonuglia said…

    Bello, bellissimo e profondo il pensiero di Pasolini che hai proposto oggi.
    Speriamo che quanto prima si possa passare dalle bandiere ai simboli di pace come auspicava il poeta.

    Un caro saluto.

     
  • At 13/2/08 11:24 AM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ricambio il caro pensiero.

    C.

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  • At 13/2/08 11:52 AM, Anonymous giulia said…

    Quanto è giusto quello che dice Pasolini, peccato che su questo punto stiamo tornando indietro e qui in Italia la bandiera stia tronando di moda. Ciao, Giulia

     
  • At 13/2/08 12:03 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao a te, carissima.

    C.

     
  • At 13/2/08 4:39 PM, Anonymous p.s.v. said…

    le bandiere servono a porre dei limiti

     
  • At 13/2/08 5:20 PM, Blogger Gioacchino said…

    "Le belle bandiere", "Scritti corsari" (dalla caratteristica bandiera nera)... Pasolini era legato a questi simboli di identità, ma non dava per scontato il loro significato, anzi, lo rovesciava a più riprese: con la ragione e con il dialogo, perché innanzitutto va dichiarata l'identità, poi caso mai si ricorre al simbolo, che rappresenta spesso molto di più. E da qui, dall'analisi del simbolo, dalla sua critica, si riparte col dialogo... Almeno credo che debba andare così. Non siamo mica controllori di volo, non dovremmo accontentarci facilmente di un colore o un disegno! La bandiera è un mezzo, non una scorciatoia. Ma questo tuo "segnale" ci voleva, ad accendere un po di passione - speriamo - civile.

    Ciao,

    Gioacchino

     
  • At 13/2/08 8:09 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    P.s.v., a volte anche a superarli, però.

    Gioacchino, speriamo.

    Un saluto a entrambi.

    C.

     
  • At 15/2/08 1:16 AM, Anonymous Oblomov69 said…

    In questi di tempi di globalizzazione un po' di bandiere non farebbero male se intendiamo la bandiera come simbolo di sovranità nazionale. Era lo stato nazione che dopotutto assicurava lo stato sociale.

     

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