akatalēpsía

o degli infiniti ritorni

07 febbraio 2008

618.1 Forse l'arte di vivere è racchiusa, al pari di un segreto, entro grandi linee di cui è impossibile decifrare il senso, perché all'interno di queste linee agiscono una serie di forze irregolari, di mutamenti, di contraddizioni, che solo la statistica riuscirebbe a ricondurre a leggi di comportamento, in quanto ciò che spesso vi accade, cioè l'imprevisto, sembra verificarsi sotto l'egida dell'assurdo. [Carlo Castellaneta - Progetti di allegria, ed. Rizzoli, 1978]

618.2 Gli stoici sostenevano [...] che tutto quanto avviene ed avverrà nel futuro, tutto fu stabilito fatalmente fin dall'eternità; ma in tal caso non esiste la "fortuna" e non esiste nemmeno la divinazione come previsione di cose dipendenti dalla fortuna; in conclusione, se di nessuna delle cose che avvengono per caso si può prevedere che avverrà, appunto in quanto avverrebbero per caso, la divinazione non esiste in quanto non esisterebbe previsione; se invece si possono prevedere proprio perché sono determinate e volute dal destino, egualmente non esiste divinazione in quanto non esiste fortuna e caso. [Marco Tullio Cicerone - De divinatione, II, 7, 18-19]

618.3 ...C'è come un dolore nella stanza, / ed è superato in parte: ma vince il peso / degli oggetti, il loro significare / peso e perdita. // C'è come un rosso nell'albero, ma è / l'arancione della base della lampada /comprata in luoghi che non voglio ricordare / perché anch'essi pesano. // Come nulla posso sapere della tua fame / precise nel volere / sono le stilizzate fontane / può ben situarsi un rovescio d'un destino /di uomini separati per obliquo rumore. [Amelia Rosselli - da "Documento", ed. Garzanti 1976, ora in Le poesie]

618.4 Avevo un maledetto bisogno di sostare nei sotterranei della mia anima. Di sostarvi a lungo... [Laura Minestroni - Non è come credi]

618.5 E' la funzione a cui è riservata - e lo spazio che le è dato - a definire la reale struttura di un'opera d'arte. Essa è come una pianta rampicante, che si adatta ad ogni asperità del muro dove cresce: si appiattisce se il muro è liscio, si incurva e si tormenta se il muro è vecchio e rotto.
[Ralph Waldo Emerson - Essays and Lectures]

2 Comments:

  • At 7/2/08 12:08 PM, Blogger alexandra said…

    Spesso sosto nei sotterranei della mia anima (mi piace molto questa espressione, è quella che cercavo e non avevo ancora trovato) e dopo torno in superficie, con fatica.
    Un caro saluto

     
  • At 7/2/08 1:03 PM, Blogger Clelia Mazzini said…

    Ciao cara,

    ti consiglio il romanzo da cui è tratta la frase. E' curioso e coinvolgente.
    Ho terminato da poco di leggerlo e mi ha lasciato un ottimo "retrogusto" (che consiste essenzialmente nel tornare a pensare al volume, in più occasioni, nel corso della giornata, rapportando magari situazioni solite a quelle contenute nel romanzo).
    Questo è per me sempre sinonimo di qualità.

    A presto,

    C.

     

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