563.2 Rileggo per l'ennesima volta Alle origini dell'etica contemporanea, libro-cardine dell'opera alta e complessa di Giulio Preti. Testo utopico e bellissimo dove l'autore, soggiogando per sempre la sottoscritta, si illudeva che esistesse la possibilità di concepire un'etica laica fondata sulla libertà. La storia ci insegna come sono andate poi a finire le cose. (Anche se arrendersi non bisogna - mai - davanti a quelli che Asimov, nel suo coinvolgente libro-testamento Il vagabondo delle scienze, chiamava "Gli eserciti della notte").
563.3 ...Io singolo, devo / scoprire il limite / di mente e d'universo, / per scegliere pensieri e sensazioni / e volgere a mio uso / odio disordinato o cupidigia. // Cerco, per romperlo, il mio ambito. / Sono la mia sola pietra di paragone. / Questa è più ardua prova / d'ogni altra mai prima conosciuta. / Così sto in guardia, / a ciò che mi fa uomo. // Molto è inconoscibile. /Nessun problema verrà mai affrontato / avanti che il problema esista; / io, nato alla nebbia, a spreco, / tra ipotesi mi muovo, un individuo.
[Thom Gunn - Human condition - da The Sense of Movement]
563.3.1 "Nessun problema verrà mai affrontato / avanti che il problema esista". Ecco la leggerezza dei poeti...
[E l'accezione ampia del sostantivo "leggerezza" lascia largo spazio alle interpretazioni che ognuno vorrà dare. Leggère sono infatti le ali di una farfalla e leggère sono le azioni avventate di un folle. Sta a noi decidere da che parte stare: se caricarci di (probabili ma incerti) "problemi anteriori" o se incamerare "arte e esperienza" per affrontare quelli ignoti che (sicuramente) arriveranno. Non è obbligatorio scegliere, ma forse aiuta.].




